Gli Obiettivi Fotografici e le loro Caratteristiche

Questa pagina del nostro corso di fotografia è dedicata interamente agli obiettivi fotografici, componenti fondamentali dell’attrezzatura. L’obbiettivo è infatti responsabile di gran parte dell’aspetto che assumerà l’immagine registrata dal sensore. Da esso dipende la porzione di scena inquadrata, la nitidezza del soggetto, la sfocatura dello sfondo e tanti altri fattori imprescindibili per la riuscita dello scatto.

Che cos’è un obbiettivo

Un obiettivo è il sistema ottico formato da un numero variabile di lenti che raccoglie la luce e la indirizza verso il sensore digitale (o la pellicola).

obbiettivi fotograficiQualsiasi apparecchiatura fotografica dispone di un obiettivo. Le tipologie di fotocamere più economiche (compatte, bridge e smartphone) montano un obiettivo integrato, non rimovibile.

Reflex e Mirrorless sono invece fotocamere ad obiettivo intercambiabile: si potrà scegliere, a seconda dei casi, l’obiettivo più idoneo allo scatto che si intende eseguire.

 

Lunghezza Focale degli Obiettivi

La caratteristica principale di un obiettivo è la sua lunghezza focale (o “distanza focale” ma anche, semplicemente, “focale”), che si misura in millimetri. Questa misura, indica la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo ed il piano focale (che coincide con il sensore).

Ciò che però più ci interessa, dal punto di vista pratico, è che all’aumentare della lunghezza focale diminuisce l’angolo di campo ripreso (la porzione di scena inquadrata) e di conseguenza il soggetto appare ravvicinato.

Le foto che seguono sono state scattate tutte dalla stessa posizione (la terrazza dell’Arco di Trionfo a Parigi), variando soltanto la lunghezza focale dell’obiettivo. A focali via via maggiori, diminuisce l’angolo di campo e la Torre Eiffel appare quindi sempre più ravvicinata.

Lunghezza focale obiettivi confronto

 

Lunghezza focale, angolo di campo e prospettiva degli obiettivi

Più è elevata la focale, dunque, più il soggetto della nostra foto apparirà “vicino”. Tuttavia, è consigliabile abituarsi sin da subito al concetto di angolo di campo anziché di semplice “avvicinamento”.

Fotografare un soggetto distante con una focale molto lunga porta a risultati completamente diversi rispetto ad avvicinarsi e riprenderlo con un 50mm o con un grandangolo, anche nel caso occupasse la stessa area sul fotogramma.

Cambiando il punto di ripresa rispetto al soggetto cambia infatti la prospettiva. “Giocando” con diverse lunghezze focali si potrà includere una porzione maggiore o minore di sfondo, esagerare la prospettiva (con un grandangolo) oppure appiattirla (con un teleobiettivo).

In ogni caso, approfondiremo questo tema quando parleremo della della composizione.

 

Classificazione degli Obiettivi

A seconda della lunghezza focale, gli obiettivi possono ricadere in tre diverse categorie: normali, grandangoli e teleobiettivi.

Obiettivi “normali”

Obiettivo normale 50mmGli obiettivi normali sono quelli che presentano una focale simile alla lunghezza della diagonale del sensore, e che si aggira quindi intorno ai 42-43mm equivalenti. In verità, comunque, l’obiettivo normale per eccellenza è considerato il 50mm.

Questi obiettivi permettono di riprendere un angolo di campo orizzontale di circa 45° – 60°. A queste lunghezze focali si ottiene una prospettiva vicina a quella dell’occhio umano.

Anche per questo, gli obiettivi normali sono spesso utilizzati nei ritratti (onde evitare che i tratti dei modelli appaiano deformati).

Grandangoli

Gli obiettivi che riprendono un angolo di campo superiore a quello dei normali e che quindi hanno una focale inferiore ai 35-40mm sono detti grandangoli.

I grandangoli permettono di inquadrare una porzione di scena molto ampia (spesso superiore a quella visibile ad occhio nudo) e per questo trovano largo impiego nella fotografia paesaggistica.

Paesaggio ripreso con grandangoloUtilizzando focali molto corte, si esalta la prospettiva: la distanza fra i diversi elementi della scena apparirà maggiore di quanto non sia realmente.

L’utilizzo di un grandangolo causa inevitabilmente delle distorsioni nella scena, con particolare riferimento ai soggetti molto vicini e quelli posti ai bordi del fotogramma.

I fisheye (letteralmente occhio di pesce) sono obiettivi grandangolari caratterizzati da una lunghezza focale particolarmente corta e che permettono di riprendere un angolo di campo di 180° o superiore.

Gli obbiettivi fisheye diagonali raggiungono un angolo di campo di 180° solo in orizzontale, mentre in verticale si fermano a circa 120°. I fisheye circolari, invece, permettono di riprendere un angolo di campo di 180° sia in orizzontale che in verticale e producono una’immagine rotonda.

Teleobiettivi

Gli obiettivi con focale superiore ai 60mm sono detti teleobiettivi, e permettono di inquadrare un angolo di campo inferiore rispetto agli obbiettivi normali.

Come risultato, coi teleobiettivi si possono effettuare riprese ravvicinate anche di soggetti distanti. Proprio per questo i teleobiettivi vengono solitamente utilizzati in tutte quelle situazioni nelle quali non è possibile avvicinarsi al soggetto, come nel caso di animali in libertà o di foto sportive.

Luna ripresa con teleobiettivoI teleobiettivi molto spinti, con focale superiore ai 300mm vengono detti supertele e consentono di riprendere soggetti estremamente distanti. Per fare solo un esempio, utilizzando queste lenti, magari associate a moltiplicatori di focale, è possibile riempire il fotogramma inquadrando la luna.

 

Focale Equivalente e Fattore di Moltiplicazione

Conoscere la focale di un obiettivo, potrebbe in verità non essere sufficiente ad indicare con esattezza l’angolo di campo che si potrà inquadrare. Infatti, i sensori più piccoli di quello full frame sfruttano solo la parte centrale dell’immagine, il che ha come effetto quello di limitare l’angolo di campo.

Dato che ciò si traduce in un ingrandimento del soggetto, si può anche dire che i sensori più piccoli diano l’impressione di aumentare la lunghezza focale.

In particolare, ogni formato di sensore digitale ha un suo crop factor, il quale non è altro che il rapporto fra le sue dimensioni e quelle dello standard full frame (36x24mm). Moltiplicando il crop factor per la focale dell’obiettivo si può ricavare la focale equivalente, che indica in modo univoco quale sia l’angolo di campo inquadrato e di quanto si possa ingrandire il soggetto.

Si tratta comunque di un concetto un po’ complicato, che non ci sembra il caso di approfondire in questa pagina, già di per sé piuttosto lunga. Ne parleremo quindi in seguito, in un articolo separato.

 

Obiettivi a Focale Fissa ed Obbiettivi Zoom

In commercio esistono sia obiettivi dalla lunghezza focale fissa, sia obiettivi a focale variabile, comunemente detti “zoom” e di gran lunga più diffusi. Gli obiettivi zoom consentono di utilizzare una qualsiasi lunghezza focale compresa in un determinato range come nel caso del Canon EF-S 10-22mm (foto sotto).

ghiera dello zoom di un obiettivoUn obiettivo di tipo zoom può adattarsi a molteplici situazioni, il che risulta molto comodo durante i viaggi e quando sarebbe complicato portare con sé diversi obiettivi.

Caratteristica importante degli zoom è la loro escursione focale, ossia il rapporto tra la focale massima e la focale minima che vengono coperte. Un comune obiettivo 18-55 ha ad esempio un’escursione focale di circa 3x (55/18=3,05) mentre un superzoom come Nikon AF-S 28-300mm ha un’escursione focale superiore a 10x.

L’escursione focale di uno zoom è strettamente correlata, ovviamente, alla sua versatilità. Da questo punto di vista, comunque, è anche importante tenere conto della focale più corta utilizzabile.

Il Canon EF 24-105mm ha un’escursione focale di circa 4x che gli permette di comportarsi sia da grandangolo che da teleobiettivo. Da solo, può quindi adattarsi ad una lunga serie di situazioni.

Al contrario uno zoom 70-300, benché presenti un’escursione focale simile (4,28x) è utilizzabile solo come teleobiettivo e non è quindi adatto ad un uso generico.

La qualità d’immagine offerta degli obiettivi zoom è mediamente più bassa rispetto a quelli a focale fissa, quantomeno restando sulla stessa fascia di prezzo. Inoltre, gli zoom sono normalmente più ingombranti degli obiettivi a focale fissa.

Lo Zoom delle compatte e delle Bridge

La quasi totalità delle fotocamere economiche è dotata di un obiettivo zoom, dalla portata spesso molto elevata. Di norma, con le compatte si zooma attraverso appositi tasti fisici (“zoom +” e “zoom -“).

Sulle bridge si può invece variare la lunghezza focale con l’apposita ghiera presente sull’obiettivo, proprio come sulle reflex.

focale equivalente obiettivo compattaSpesso, tra le caratteristiche delle fotocamere compatte viene sottolineata soltanto la loro escursione focale (5x, 10x, 20x…), tralasciando invece la focale equivalente.

Diamo un’occhiata alla fotocamera compatta nell’immagine: vediamo evidenziata la potenza dello “Zoom 5x“, riportata sia sull’obiettivo che sotto il flash. Mancano invece indicazioni precise sulla focale equivalente e quindi sulle reali caratteristiche dell’obiettivo.

 

Distanza Minima di Messa a Fuoco e Rapporto di Riproduzione

Ogni obiettivo ha una specifica distanza minima di messa a fuoco, al di sotto della quale non sarà possibile mettere a fuoco il soggetto. In generale, maggiore è la lunghezza focale, maggiore sarà anche la distanza minima di messa a fuoco.

Il grandangolo Canon EF 20mm f/2,8 ha ad esempio una distanza minima di messa a fuoco di 25cm, mentre il teleobiettivo Canon EF 300mm f/4 IS ha una distanza minima di messa a fuoco di addirittura un metro e mezzo.

foto ravvicinate ed obiettivi macro

Il rapporto fra la lunghezza focale di un obiettivo e la sua distanza minima di messa a fuoco determina anche il cosiddetto rapporto di riproduzione. Questo non è altro che il massimo ingrandimento del soggetto che sarà possibile ottenere con uno specifico obiettivo.

Tecnicamente, questo valore indica il rapporto fra le dimensioni reali del soggetto e le dimensioni che occupa la sua immagine sul sensore.

Riprendendo gli esempi precedenti, il rapporto di riproduzione del Canon EF 20mm f/2,8 è di 0,14x, mentre quello del Canon 300mm è di 0,24x. Nel primo caso si potrà quindi – nella migliore delle ipotesi – riprendere il soggetto ad 1/7 delle sue dimensioni reali e nel secondo caso a circa 1/4.

Solo alcuni obiettivi possono raggiungere un rapporto di riproduzione di 1:1 ed esistono anche delle ottiche che si spingono ad un ingrandimento di 5:1. Di questi abbiamo parlato in modo approfondito nella pagina dedicata agli obiettivi macro.

 

Apertura massima del Diaframma negli obiettivi

Il diaframma è un’apertura di dimensioni variabili (e regolabili dal fotografo) situata all’interno dell’obiettivo. Aprendo e chiudendo il Diaframma (e variandone dunque il diametro) è possibile controllare la quantità di luce che filtra attraverso l’obiettivo raggiungendo il sensore. Inoltre, dal Diaframma dipende la profondità di campo della foto.

diaframma a diverse aperture

Il diaframma di un obiettivo a diverse apertura. (credit: Allophos)

L’apertura massima del diaframma è in effetti una caratteristica estremamente importante di un obiettivo, soprattutto per quanto riguarda alcuni generi fotografici. In questa pagina, però, non approfondiremo questo argomento. Ne parleremo a lungo nelle lezioni dedicate all’esposizione ed alla gestione della profondità di campo.

Aggiungi un commento