Migliori Fotocamere Bridge

In questa pagina vi proponiamo la nostra classifica delle migliori fotocamere bridge in commercio, analizzando tutti i modelli più popolari del momento.

Prima di mettere le migliori fotocamere bridge a confronto, vi forniamo anche una guida all’acquisto, nella quale analizziamo le caratteristiche più rilevanti di queste macchine fotografiche.

In questo modo, potrete comprendere meglio la differenza fra i modelli che andremo a descrivere e scegliere quale bridge comprare in base alle vostre specifiche esigenze.

Se preferite saltare questa parte e passare subito alla classifica delle migliori bridge, usate pure il pulsante qui sotto.

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Che cos’è una Fotocamera Bridge

Prima di ogni cosa, cerchiamo di chiarire bene che cos’è una fotocamera bridge. Questa particolare tipologia di macchine fotografiche viene descritta come una via di mezzo tra le compatte, prettamente amatoriali, e le più avanzate fotocamere reflex. Da qui il loro nome, “bridge”, che in inglese significa “ponte“.

La principale peculiarità delle fotocamere di tipo bridge, evidente sia osservandole che consultandone la scheda tecnica, è il loro straordinario zoom, molto più potente di quello in dotazione alle comuni compatte. A dirla tutta, la portata dello zoom di una bridge è ben superiore anche a quella di una reflex associata ad un comune teleobiettivo. Queste fotocamere partono infatti da focali grandangolari per arrivare a quelle di un super-tele molto spinto, che permettono di “avvicinare” anche soggetti estremamente lontani.

Nel prossimo paragrafo faremo molte considerazioni riguardo lo zoom delle bridge e forniremo anche qualche esempio pratico che vi consentirà di quantificarne la portata. Adesso, però, vediamo le altre principali caratteristiche di queste macchine fotografiche.

Sul piano estetico, le bridge appaiono molto simili alle reflex, ma presentano dimensioni normalmente minori. Di solito è presente un’impugnatura piuttosto pronunciata, una piccola ghiera fisica che consente di cambiare alcune impostazioni ed una ghiera delle modalità di scatto.

Contrariamente alle reflex, però, le macchine fotografiche di tipo bridge non sono ad obiettivo intercambiabile. Come le compatte, sono associate invece ad un obiettivo non rimovibile di tipo zoom, che come dicevamo ha una portata enorme.

Il funzionamento delle fotocamere bridge è pensato per un utilizzo prevalentemente amatoriale. Viene infatti lasciato molto più spazio agli automatismi che non alla creatività del fotografo e le possibilità di intervenire sulla gestione dell’esposizione o della profondità di campo sono in genere piuttosto limitate.

Anche dal punto di vista della qualità d’immagine, questo tipo di fotocamere non può garantire risultati paragonabili a quelli delle reflex. Anche le migliori fotocamere bridge di fascia alta, il cui prezzo supera di gran lunga quello di una reflex entry-level con obiettivo standard, offrono una qualità molto simile a quella delle compatte, o lievemente superiore.

Insomma, è facile intuire come le fotocamere bridge si collochino molto più vicino alle semplici compatte che non alle reflex. Se state valutando di comprare una bridge dovete essere consapevoli che la vera differenza fra questi prodotti e le fotocamere più economiche è rappresentata dallo zoom.

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Meglio bridge o compatta?

Capita a molti di chiedersi se sia meglio una bridge o una compatta; il dubbio è più che lecito dato che entrambe le tipologie di fotocamera sono pensate per un un target di principianti. Come detto poc’anzi, fatte salve le differenze tra i modelli specifici, il vero vantaggio delle bridge rispetto alle fotocamere compatte è dato dal loro obbiettivo. Dal momento che la differenza di prezzo (e di dimensioni) può essere anche notevole fra le due tipologie di macchine, è bene domandarsi se sia davvero indispensabile uno zoom dalla portata eccezionale. Se desiderate immortalare soggetti molto distanti senza ricorrere ad un’attrezzatura professionale, la bridge è praticamente una scelta obbligata.

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Meglio bridge o reflex?

Se vi state chiedendo se sia meglio una bridge o una reflex è probabile che siate alla ricerca di una fotocamera che possa permettervi di prendere confidenza con la fotografia in modo più evoluto. Da questo punto di vista, una bridge potrebbe deludervi: come già osservato, le possibilità di intervenire sui parametri di scatto e sull’estensione della profondità di campo sono piuttosto limitate (di poco superiori rispetto ad una compatta vera e propria). La qualità d’immagine offerta, è bene ripeterlo, è vincolata dalla presenza di un sensore molto piccolo e non si discosta più di tanto da quella di una compatta.

Se siete intenzionati a studiare fotografia in modo serio, una reflex resta a nostro giudizio l’opzione consigliata. Se invece pensate di usare la fotocamera in automatico, non siete particolarmente “maniaci” della nitidezza e volete uno zoom davvero potente, scegliere una bridge può essere la scelta più indicata.

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Come Scegliere una Fotocamera Bridge: Le Caratteristiche più importanti

Adesso che abbiamo spiegato per sommi capi quali siano i tratti caratteristici di queste macchine, vediamo come scegliere una fotocamera bridge. In questa sezione elenchiamo tutte le principali caratteristiche tecniche da considerare prima dell’acquisto ed alle quali faremo riferimento, successivamente, nelle schede dei modelli specifici.

Obiettivo Zoom

Abbiamo spiegato come le bridge siano caratterizzate da uno zoom estremamente potente: di solito le sue caratteristiche vengono riassunte semplicemente col numero di “per” (come 40x o 60x), il che ne indica la portata. In verità c’è molto di più da dire riguardo all’obiettivo di una macchina fotografica e conoscerne i dettagli potrà esservi utile a stabilire quale bridge comprare.

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Focale Equivalente

La focale equivalente, misurata in millimetri, è il parametro che indica in maniera “scientifica” quale sarà l’ampiezza della scena inquadrata, intesa come angolo di campo. Quando riprendiamo una scena molto ampia, come un paesaggio, stiamo usando una focale equivalente corta (ad esempio 24mm), che corrisponde ad un angolo di campo esteso. Quando “zoomiamo molto” su un soggetto distante non stiamo facendo altro che ridurre l’angolo di campo inquadrato e stiamo usando una focale equivalente elevata (come 200mm, 500mm o più). Per saperne di più su questo argomento vi consigliamo di leggere la pagina dedicata agli obiettivi.

È proprio nell’ambito delle focali lunghe che le fotocamere bridge danno il meglio di sé; cerchiamo di chiarire bene facendo qualche esempio pratico.

Gli animali in libertà sono fra i soggetti che richiedono le focali più spinte dato che, per ovvi motivi, non ci si può avvicinare ad essi più di tanto. Le foto di uccelli in volo ed animali nel loro habitat che possiamo ammirare sui forum di fotografia sono infatti scattate normalmente con dei potenti teleobiettivi. Lunghezze focali tipiche per questo genere di fotografie si aggirano intorno ai 500mm o 600mm equivalenti, talvolta 800, ma raramente sono superiori.

Eppure, quasi tutte le migliori fotocamere bridge che vi presenteremo più avanti raggiungono quantomeno la focale di 600mm e la maggior parte dei modelli si spinge ben oltre, toccando i 1.200-1.400mm equivalenti o anche più.

L’immagine qui sotto prende come esempio un soggetto familiare a chiunque, la luna, e mostra il livello di ingrandimento che è possibile raggiungere con lunghezze focali di questo tipo.

la luna fotografata a diverse lunghezze focali

Si tratta chiaramente di una simulazione che abbiamo realizzato partendo da un singolo scatto, ma l’area occupata dalla luna rispetto all’intero fotogramma è riportata in maniera molto precisa. Notate come a 2000mm il nostro satellite riempia quasi completamente l’inquadratura. Pensiamo che un esempio di questo tipo possa essere molto esplicativo riguardo le potenzialità dello zoom di una bridge.

Sul piano della focale massima le bridge non sembrano quindi avere rivali, ma anche quella minima è un parametro da tenere in considerazione, soprattutto se fotografate spesso paesaggi e scene ampie in generale. In verità, su questo punto, i modelli che abbiamo preso in considerazione nella nostra classifica non differiscono più di tanto: quasi tutti partono da 24mm equivalenti, ma ci sono delle eccezioni. L’immagine qui sotto mostra la stessa scena inquadrata con una focale di 20 e 24 millimetri equivalenti.

confronto fra lunghezza focale di 20mm e 24mm

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Escursione Focale

L’escursione focale indica semplicemente il rapporto tra la focale massima e la focale minima coperta da un obiettivo zoom. Nella pratica non è altro che il numero di “per” evidenziato nella scheda tecnica delle fotocamere e spesso impresso direttamente sulla loro scocca.

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Luminosità (Apertura di Diaframma)

Un altro aspetto da non sottovalutare quando si deve scegliere una bridge riguarda la luminosità dell’obiettivo, ossia la massima apertura di diaframma. Questo parametro è indicato con ” f/ ” seguito da un valore numerico: più è basso questo valore, meglio è. Se volete saperne di più a riguardo, vi consigliamo di leggere le pagine del nostro corso dedicate all’esposizione ed alla profondità di campo. Ad ogni modo, avere un’apertura di diaframma ampia (valore basso) permette di determinare tempi di posa un po’ più rapidi (riducendo il rischio di mosso) e di ottenere uno sfondo maggiormente sfocato.

La massima apertura di diaframma di una fotocamera non è fissa, ma diminuisce all’aumentare della focale. Nelle schede delle bridge che troverete più avanti vengono infatti riportati due valori di f: quello alla focale minima e quello alla focale massima.

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Zoom Digitale

Lo zoom al quale abbiamo fatto riferimento finora è quello ottico, che genera un ingrandimento attraverso il movimento delle lenti al suo interno. Le fotocamere amatoriali integrano spesso anche uno zoom digitale, che promette di aumentare ulteriormente la portata dell’obiettivo. Con questo tipo di zoom l’ingrandimento viene però ottenuto semplicemente “dilatando” l’area centrale del fotogramma: il livello di dettaglio rimane invariato mentre peggiora vistosamente la qualità d’immagine. Dato che si tratta di una funzionalità inutile, oltre che fuorviante, abbiamo scelto di non menzionarla affatto nelle schede delle migliori bridge presenti in questa pagina.

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Sensore

Se l’obiettivo rappresenta l’occhio di una fotocamera, il sensore può essere definito il suo “cuore”. Da questo componente dipendono, in buona parte, le prestazioni della macchina in termini di qualità d’immagine e di resistenza alle alte sensibilità. I sensori digitali oggi utilizzati corrispondono a determinati formati standard e la principale differenza fra l’uno e l’altro è la dimensione fisica. In linea generale, più è grande un sensore migliore è la qualità d’immagine.

Le migliori bridge oggi in commercio hanno tutte sensori piuttosto piccoli. In particolare, le bridge più economiche hanno un sensore da 1/2,3″, lo stesso delle compatte di fascia bassa, mentre i modelli più avanzati (con alcune eccezioni) presentano un sensore da 1″, più ampio, ma comunque di dimensioni minori rispetto a quello integrato in reflex e mirrorless.

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Risoluzione

La risoluzione è la dimensione delle foto che si possono scattare con una determinata fotocamera e si misura in megapixel, ossia in milioni di pixel. In altre circostanze abbiamo messo un po’ in guardia rispetto alle risoluzioni eccezionalmente alte vantate da alcune fotocamere. Infatti, fin troppo spesso un numero di pixel esagerato si traduce in un minore livello di dettaglio ai massimi ingrandimenti.

Per quanto riguarda le migliori fotocamere bridge che abbiamo preso in esame, non ci sono però grosse differenze da un modello all’altro. La risoluzione oscilla in genere tra i 16 ed i 20 megapixel, valori adeguati un po’ per qualsiasi utilizzo amatoriale e coerenti con le possibilità offerte da un sensore di dimensioni ridotte.

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Controlli Manuali

Quasi tutte le fotocamere bridge in commercio mettono a disposizione, oltre a quelle automatiche, anche le modalità di scatto manuali e semi-automatiche “P”, “A”, “S” ed “M”. Utilizzandole, potrete regolare a vostra discrezione parametri come la durata dell’esposizione, l’apertura di diaframma, la sensibilità ISO o il bilanciamento del bianco.

ghiera delle modalità di scatto di una fotocamera amatoriale

Rispetto alle fotocamere più avanzate (reflex e mirrorless), queste modalità non sono però esenti da limiti. In molti casi, il range di diaframmi utilizzabili è ad esempio ridotto ad uno o due stop, il che penalizza fortemente l’utilizzo creativo della fotocamera.

Alcune delle fotocamere bridge inserite nella nostra classifica permettono poi di scattare in formato RAW oltre che nel classico Jpeg. Questo formato preserva tutte le informazioni registrate dal sensore in fase di scatto e permette di eseguire delle regolazioni molto più spinte in post-produzione, rimediando anche a piccoli errori in fase di ripresa.

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Sensibilità ISO

Come qualunque tipo di fotocamera, anche le bridge digitali permettono di scattare a determinate sensibilità ISO. Questo valore indica il grado di sensibilità del sensore alla luce e, nella pratica, valori elevati permettono di scattare con tempi più brevi e limitare quindi il rischio di mosso.

Come ampiamente spiegato nella pagina dedicata a questo argomento, le sensibilità ISO più alte determinano però un deterioramento dell’immagine. Questo è da tenere in forte considerazione, soprattutto quando si ha a che fare con macchine dal sensore molto piccolo.

L’immagine qui sotto mostra la progressiva perdita di nitidezza all’aumentare della sensibilità ISO: osservatela a schermo intero per cogliere appieno la differenza. Si tratta di ritagli effettuati all’ingrandimento massimo di foto scattate da una fotocamera con sensore da 1/2,3″.

confronto tra sensibilità iso da 100 a 1600 con fotocamera economica

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Optional Vari

Alcuni optional tecnologici ed alcune funzioni accessorie delle bridge che andremo ad analizzare meritano un approfondimento in virtù dell’importanza che ricoprono.

Stabilizzatore d’Immagine

Lo stabilizzatore d’immagine, integrato in tutti i modelli di fotocamere bridge che analizzeremo, è un dispositivo che migliora la stabilità della fotocamera compensando, quantomeno in parte, il movimento delle nostre mani mentre scattiamo. La sua presenza riduce fortemente le possibilità di incorrere in foto mosse quando si utilizzano focali molto spinte (alle quali il rischio è maggiore) o quando c’è poca luce.

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Connettività WiFi

La possibilità di collegare tramite WiFi la fotocamera ad un altro dispositivo (smartphone, tablet o computer) è sempre più ricercata, anche per quanto riguarda i modelli amatoriali. Questa funzionalità viene presentata soprattutto come un modo rapido per poter caricare gli scatti eseguiti su internet e condividerli sui social network. Ci sono però anche altre importanti potenzialità offerte dalla connessione wireless ad uno smartphone.

Trattandosi di fotocamere bridge, vi ritroverete spesso ad usare lunghezze focali elevatissime: in questo caso, la semplice pressione del pulsante di scatto destabilizza la fotocamera, e può causare foto mosse. Usando lo smartphone per azionare lo scatto in remoto potrete facilmente aggirare questo problema.

Inoltre, molte delle bridge che andremo ad analizzare consentono di visualizzare l’inquadratura sul display del telefonino e di cambiare alcune impostazioni: una funzione utilissima quando è necessario allontanarsi dalla fotocamera al momento dello scatto. Durante i viaggi potrete anche fare in modo che le coordinate GPS del luogo in cui vi trovate, rilevate dallo smartphone, vengano registrate nei dati EXIF delle foto.

Migliori Bridge: Classifica

Eccoci giunti alla classifica delle migliori fotocamere bridge in commercio. Abbiamo suddiviso i vari modelli in tre diverse fasce di prezzo, dalle quelle economiche alle più costose. Potete utilizzare l’indice per spostarvi rapidamente da una categoria all’altra.

Migliori Fotocamere Bridge Economiche

Iniziamo a parlare delle migliori bridge di fascia economica, fotocamere il cui prezzo, nel momento in cui scriviamo, non supera i 275€. Tutti i modelli presenti in questa sezione sono dotati dello stesso tipo di sensore, quello da 1/2,3″ ma varia la risoluzione di foto e video. Allo stesso modo, cambia la portata dello zoom, che si mantiene comunque su livelli straordinari.

Sony HX350

Sony HX350: una delle migliori fotocamere bridge
Il primo modello che abbiamo scelto di inserire tra le migliori fotocamere bridge economiche è la Sony HX350. Questa macchina fotografica ha un sensore da 1/2,3″ che permette di scattare foto alla risoluzione di 20,4 megapixel e di riprendere filmati nello standard Full HD 1080p.

Questa bridge è dotata di un obiettivo zoom 50x che copre un range di focali compreso fra 24mm e 1200mm equivalenti. Sono quindi eccellenti le prestazioni da teleobiettivo ed apprezzabili quelle grandangolari. Buona è anche la luminosità dell’obiettivo, con un’apertura di diaframma massima oscilla fra f/2,8 (a 24mm) ed f/6,3 (alle focali più spinte).

Segnaliamo anche le notevoli prestazioni macro della macchina: alla focale più corta è possibile mettere a fuoco a solo 1cm dalla lente frontale dell’obiettivo. Usando lo zoom alla sua massima estensione, invece, la distanza minima di messa a fuoco sale a 2,4 metri.

Per quanto riguarda la raffica, la Sony HX350 può scattare ad una velocità di 10fps, valori che sarebbero sicuramente apprezzabili per una bridge economica, se non fosse che la sequenza è limitata a 10 fotogrammi.

La fotocamera dispone inoltre di un mirino elettronico, sebbene piuttosto piccolo e dalla risoluzione decisamente bassa di 201.000 pixel. Per quanto riguarda invece il display LCD, la diagonale è pari a 3″ mentre la risoluzione si attesta su 921.000 punti. Lo schermo può essere inclinato di circa 90° verso l’alto e di 60° verso il basso, il che rende più confortevole lo studio dell’inquadratura quando si scatta da posizioni scomode.

Oltre a quelle automatiche, questa bridge mette a disposizione anche le modalità di scatto manuali, accessibili direttamente dall’apposita ghiera. Non ci sono particolari limiti per quanto riguarda l’impostazione dei tempi (in modalità M il range completo va da 1/4000 a 30″) mentre non è possibile scegliere aperture di diaframma inferiori ad f/8. Gli appassionati più esigenti apprezzeranno inoltre la possibilità di montare dei filtri sull’obiettivo, come polarizzatori o ND.

Pagella:

Teleobiettivo:4.4 out of 5 stars (4,4 / 5)
Grandangolo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Tecnologia e Funzioni:3.2 out of 5 stars (3,2 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Peso e Dimensioni:3.9 out of 5 stars (3,9 / 5)

Voto Generale: 3.2 out of 5 stars (3,2 / 5)

La gamma di sensibilità offerta dalla fotocamera va da 80 ISO a 3200 ISO anche se, per evitare un eccessivo deterioramento dell’immagine, conviene mantenersi sui valori più bassi. Questa considerazione, come vedremo, vale comunque un po’ per tutti i modelli all’interno della fascia più economica.

Le dimensioni della fotocamera sono pari a 129,6×93,2×114,8mm, per un peso di 652 grammi, scheda di memoria e batteria incluse.

In conclusione, la Sony HX350 è una bridge completa che ben si adatta un po’ ad ogni situazione. Anche se nessuna delle sue caratteristiche sembra eccellere rispetto ai modelli concorrenti, la fotocamera non presenta nemmeno particolari limiti, fatta eccezione per l’assenza del WiFi. Se cercate una bridge versatile che offra buone prestazioni e presenti al contempo dimensioni contenute, questo può essere il modello che fa per voi.

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Canon PowerShot SX540 HS

Canon Powershot SX 540 HS, una delle migliori bridge in commercio
Proseguiamo la nostra classifica delle migliori fotocamere bridge economiche parlando della Canon Powershot SX540 HS, anch’essa dotata di un sensore da 1/2,3″.

Questa macchina fotografica permette di scattare ad una risoluzione di 20 megapixel, mentre per quanto riguarda le riprese video supporta lo standard Full HD 1080p.

L’obiettivo è uno zoom 50x in grado di coprire un range di focali compreso fra 24 e 1200mm equivalenti: la fotocamera offre quindi un’ottima escursione focale, pur garantendo buone prestazioni grandangolari. A deludere è invece la luminosità dell’obiettivo: alla focale più corta l’apertura massima del diaframma è pari a f/3,4 mentre alla focale più lunga sale a f/6,5.

Lo stabilizzatore integrato comporta un guadagno equivalente di circa 3 stop di tempi, il che torna senz’altro utile (anzi, è pressoché indispensabile) quando si usano focali equivalenti a quattro cifre. Il display della fotocamera, non inclinabile, presenta una diagonale di 3″ ed una risoluzione – non proprio entusiasmante – di 461.000 punti.

Per quanto riguarda i controlli manuali, selezionabili direttamente dalla ghiera, è possibile impostare liberamente un tempo compreso fra 1/2000 e 15″ mentre non è possibile nemmeno in questo caso scegliere un valore di apertura superiore ad f/8.

La sensibilità può essere impostata fra 80 ISO e 3.200 ISO. Il rumore digitale inizia comunque a diventare visibile intorno a 800 ISO e superata questa soglia incide fortemente sulla qualità d’immagine generale. Per quanto riguarda la velocità di raffica, è possibile scattare fino a 5,9 fotogrammi al secondo: un valore tutto sommato apprezzabile per una fotocamera bridge economica, soprattutto considerando che non vi è un limite al numero di file registrabili in sequenza.

Eccezionali sono le prestazioni in della “modalità macro”: con lo zoom al minimo è infatti possibile mettere a fuoco addirittura a meno di un centimetro dalla lente frontale dell’obiettivo.

Pagella:

Teleobiettivo:4.4 out of 5 stars (4,4 / 5)
Grandangolo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Tecnologia e Funzioni:3.2 out of 5 stars (3,2 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Peso e Dimensioni:4.8 out of 5 stars (4,8 / 5)

Voto Generale: 3.2 out of 5 stars (3,2 / 5)

La fotocamera integra inoltre un modulo Wifi che consente di associarla ad un dispositivo mobile, così da trasferire rapidamente le proprie immagini e condividerle in tempo reale sui social, o semplicemente farne un backup.

La Canon Powershot SX540 HS presenta dimensioni molto contenute: le sue misure sono di 120x82x92mm, mentre il suo peso complessivo è pari a 442 grammi. Riteniamo che proprio questa compattezza, pur associata ad una focale massima così spinta, rappresenti il maggior pregio della fotocamera. L’aspetto meno convincente, invece, è probabilmente rappresentato dalle caratteristiche del display LCD.

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Nikon Coolpix B500

fotocamera bridge Nikon coolpix B500
Parliamo adesso della miglior fotocamera bridge Nikon economica: la Coolpix B500. Questo modello, anch’esso dotato di un sensore da 1/2,3″, può scattare ad una risoluzione di 16 megapixel e riprendere filmati in Full HD 1080p.

L’obiettivo integrato è un superzoom 40x che consente di scattare ad una focale compresa fra 22,5mm e 900mm equivalenti. Se le prestazioni da teleobiettivo solo leggermente inferiori rispetto ai modelli analizzati finora, la Nikon Coolpix B500 offre ottime caratteristiche grandangolari. Ciò torna molto utile quando si scattano paesaggi, selfie, ed in generale quando si riprendono inquadrature ampie.

Meno entusiasmante è la luminosità dell’obiettivo: la massima apertura di diaframma oscilla infatti fra f/3 ed f/6,5 a seconda della lunghezza focale impiegata. Si tratta in ogni caso di valori in linea con le altre macchine fotografiche bridge in questa fascia di prezzo. Lo stabilizzatore d’immagine integrato apporta un guadagno di circa 3 stop di tempi, riducendo il rischio di foto mosse quando si scatta alle focali più spinte.

Il display LCD della Nikon Coolpix B500 ha una diagonale da 3″ ed una buona risoluzione di 921.000 punti. Anche se non completamente articolato, lo schermo può essere inclinato verso l’alto e verso il basso, rispettivamente di 90° e 85°.

Non manca all’appello un modulo Wifi integrato, che consente di associare la fotocamera ad un altro dispositivo per trasferire immediatamente i file presenti in memoria.

Anche se è presente una ghiera delle modalità di scatto, non sono disponibili quelle manuali, ma solo le modalità completamente automatiche. Le possibilità di intervenire sui parametri di scatto sono quindi limitate alla compensazione dell’esposizione (da -2EV a 2EV) ed alla scelta della sensibilità ISO. Il range di sensibilità offerto dalla fotocamera va da 125 ISO a 6.400 ISO anche se, per ottenere risultati decenti, si dovrebbe evitare di superare i 400/800 ISO. Da questo punto di vista, ed in generale per quanto riguarda la qualità d’immagine, non ci si discosta dalle altre bridge con sensore da 1/2,3″.

Come altre fotocamere Nikon di fascia bassa, anche la Coolpix B500 è alimentata da comuni pile AA anziché da un’apposita batteria ricaricabile. Se ciò costituisca un vantaggio o una pecca è soggettivo, ma segnaliamo la notevole autonomia che questo sistema comporta: la fotocamera è infatti in grado di superare i 1200 scatti quando alimentata da batterie al litio, risultati superiori a quelli delle altre bridge economiche.

Pagella:

Teleobiettivo:3.7 out of 5 stars (3,7 / 5)
Grandangolo:4.6 out of 5 stars (4,6 / 5)
Tecnologia e Funzioni:3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:4.2 out of 5 stars (4,2 / 5)
Peso e Dimensioni:4.6 out of 5 stars (4,6 / 5)

Voto Generale: 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

La fotocamera misura 113,5×78,3×94,9mm e pesa 542 grammi; oltre che nella classica versione nera, è disponibile anche in colori rosso ed in un eccentrico viola.

Cosa dire, quindi di questa bridge? La Nikon Coolpix B500 presenta caratteristiche che la rendono perfetta per alcuni utenti e inadatta per altri. Vi consigliamo ad esempio di orientarvi su modelli alternativi se per voi è importante poter scegliere i parametri di scatto manualmente e se avete (davvero) bisogno di una focale estrema. Al contrario, la fotocamera è una buona scelta per chi predilige la compattezza, la facilità d’uso e la comodità di un display inclinabile. Inoltre, tra le bridge analizzate in questa sezione, la Coolpix B500 è quella più economica.

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Panasonic Lumix FZ82

Panasonic Lumix FZ82
Concludiamo la sezione dedicata alle migliori fotocamere bridge economiche parlando della Panasonic Lumix FZ82.

Questa macchina fotografica, dotata di un sensore da 1/2,3″ può scattare ad una risoluzione di 18,1 megapixel ed è in grado di riprendere filmati nello standard 4K UHD. Per quanto riguarda i video la fotocamera si colloca quindi un gradino sopra gli altri modelli in questa fascia di prezzo.

Eccellenti sono le caratteristiche del suo obiettivo zoom 60x, il quale che consente di scattare ad una focale equivalente che va da 20mm a 1200mm. Se le prestazioni da teleobiettivo, benché eccellenti, sono comunque simili a quelle dei modelli visti fino a questo punto, è nelle focali grandangolari che la fotocamera offre risultati straordinari.

Considerate che solo le reflex abbinate ad obiettivi specialistici permettono di raggiungere i 20mm equivalenti. Nella pratica, questo significa che potrete inquadrate anche le scene più ampie e – vantaggio non da poco nella composizione – potrete enfatizzare il senso di prospettiva nei vostri scatti.

A dispetto della sua estrema versatilità, l’obiettivo è anche piuttosto luminoso: la massima apertura di diaframma va da f/2,8 a f/5,9, a seconda della lunghezza focale impiegata. Ciò aiuta a limitare il rischio di foto mosse ed in alcune situazioni può determinare uno sfocato più piacevole dello sfondo.

La Panasonic Lumix FZ82 dispone di tutte le classiche modalità di scatto manuali (P-A-S-M), selezionabili direttamente dalla ghiera fisica e permette di registrare le immagini in formato RAW. I controlli manuali presentano comunque i classici limiti presenti anche sulle altre macchine bridge di questa fascia di prezzo: il diaframma può essere infatti chiuso solo fino a f/8 mentre il tempo di posa più lungo utilizzabile è di 4″.

Il display LCD presenta una diagonale da 3″ ed una apprezzabile risoluzione di 1.040.000 punti; manca però la possibilità di inclinare lo schermo, che è completamente fisso. Ad affiancare il display, è presente un buon mirino elettronico.

Per quanto riguarda la sensibilità, la Panasonic Lumix FZ82 offre un range che va da 100 ISO a 3200 ISO, ulteriormente estendibile fino a 6.400 ISO. La qualità d’immagine non è diversa da quella offerta dai modelli concorrenti ed è quindi preferibile evitare il ricorso alle sensibilità più alte se non strettamente necessario. Anche questa fotocamera è dotata di supporto Wifi, grazie al quale può essere facilmente associata ad un altro dispositivo, con tutti i vantaggi che ne derivano.

Pagella:

Teleobiettivo:4.4 out of 5 stars (4,4 / 5)
Grandangolo:4.8 out of 5 stars (4,8 / 5)
Tecnologia e Funzioni:3.6 out of 5 stars (3,6 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)
Peso e Dimensioni:3.4 out of 5 stars (3,4 / 5)

Voto Generale: 3.8 out of 5 stars (3,8 / 5)

La fotocamera presenta un ingombro leggermente superiore rispetto alle altre fotocamere inserite in questa classifica: le sue misure sono pari a 130,2×94,3×119,2mm per un peso complessivo di 616 grammi.

In definitiva, la Panasonic Lumix FZ82 è sicuramente la miglior fotocamera bridge in commercio per quanto riguarda i modelli più economici. Azzardiamo a dire che si tratta, con tutta probabilità, della migliore bridge per rapporto qualità prezzo in assoluto. Se il vostro budget è inferiore ai 300€, a meno che non abbiate esigenze specifiche (ad esempio una maggiore compattezza o la possibilità di inclinare o schermo) vi consigliamo senza esitazioni di orientarvi su questo modello.

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Migliori Fotocamere Bridge di Fascia Media

Passiamo adesso alle migliori fotocamere bridge di fascia media, una sezione che comprende modelli molto diversi l’uno dall’altro, sia per caratteristiche tecniche che per prezzo. Alcune delle bridge che analizzeremo sono orientate ad un utilizzo strettamente amatoriale, mentre altre sono destinate agli appassionati più evoluti. In questa fascia di prezzo compaiono i primi modelli con sensore da 1″, ben più performanti dal punto di vista della qualità d’immagine. Anche se non specificato, tutte le fotocamere che seguono dispongono di Wifi integrato e possono quindi essere associate ad un dispositivo mobile, con tutti i vantaggi che ne derivano.

Nikon Coolpix B700

bridge superzoom Nikon Coolpix B700
Il primo modello che abbiamo inserito fra le migliori fotocamere bridge di fascia media è la Nikon Coolpix B700. Questa macchina presenta un sensore da 1/2,3″ che offre una risoluzione di 20 megapixel e permette di registrare filmati nel formato 4K UHD.

Ma veniamo alle caratteristiche dell’obiettivo: la fotocamera è dotata di un potente zoom 60x che copre un range di focali compreso fra 24mm e 1440mm. La focale massima è dunque la più spinta fra quelle offerte dai modelli finora analizzati (più avanti, solo un’altra Nikon riuscirà ad offrire di meglio).

Ciò nonostante, le prestazioni grandangolari sono comunque apprezzabili, seppure non eccellenti. Per quanto riguarda la luminosità dell’obiettivo, l’apertura di diaframma massima oscilla tra f/3,3 ed f/6,5 in base alla focale impiegata.

Come tutte le migliori bridge in questa fascia di prezzo, anche la Nikon CoolPix B700 offre i controlli manuali, affiancati alle modalità automatiche. Anche in questo caso, comunque, sono previste delle forti limitazioni nella scelta dei parametri di scatto. Oltre che nel classico formato Jpeg, la fotocamera consente di salvare le foto anche in formato RAW.

Il display LCD si rivela piuttosto avanzato: la sua diagonale misura 3″, mentre la risoluzione è pari a 921.000 pixel. Inoltre, lo schermo è completamente articolato ed è quindi possibile visualizzare l’inquadratura quando si fa un selfie e scattare con maggiore comodità anche dalle posizioni più scomode. La fotocamera integra anche un buon mirino elettronico, relativamente ampio e completo di regolazione delle diottrie.

La Nikon Coolpix B700 offre una gamma di sensibilità che va da 100 ISO a 3200 ISO, con un rumore che inizia a diventare piuttosto problematico quando si superano gli 800 ISO circa. Dal punto di vista della qualità d’immagine, in effetti, non ci si discosta molto dai modelli presentati fino ad ora: si tratta pur sempre di una fotocamera dal sensore molto piccolo.

Pagella:

Teleobiettivo:4.7 out of 5 stars (4,7 / 5)
Grandangolo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Tecnologia e Funzioni:3.8 out of 5 stars (3,8 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Peso e Dimensioni:4.7 out of 5 stars (4,7 / 5)

Voto Generale: 3.8 out of 5 stars (3,8 / 5)

Nonostante la presenza di uno zoom così potente, le dimensioni della Nikon Coolpix B700 non sono di molto superiori a quelle dei modelli visti precedentemente. La macchina misura circa 125,0×85,0x106,5 e pesa 570 grammi. Oltre che nella classica versione nera, la fotocamera è anche disponibile in un’elegante variante rossa.

Tirando le somme, la Nikon CoolPix B700 si fa dunque apprezzare per il supporto del 4K e per le buone caratteristiche del suo display. Se abbiamo scelto di inserirla tra le migliori bridge del momento è però soprattutto in virtù dell’ottimo compromesso fra portata dello zoom e compattezza. Sebbene altre fotocamere sfiorino la stessa focale massima, infatti, nessuna di esse può vantare un ingombro altrettanto contenuto.

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Canon PowerShot SX70 HS

Canon PowerShot SX70 HS, una delle migliori bridge in commercio
La nostra classifica delle migliori fotocamere bridge in commercio continua con l’ultima novità in casa Canon, la PowerShot SX70 HS. Questa macchina integra un sensore da 1/2,3″ che raggiunge una risoluzione di 20,3 megapixel e che consente di riprendere filmati nello standard 4K UHD.

La fotocamera è equipaggiata con un superzoom 65x che copre focali comprese fra i 21mm ed i 1365mm equivalenti. Nel complesso, la gamma di focali a disposizione è probabilmente la più versatile fra quelle analizzate fino a questo punto. Rispetto alla Nikon B700, appena descritta, la focale massima è solo leggermente più contenuta ma la Canon Powershot SX70 HS offre al contempo una focale minima 3mm più corta, che permette di inquadrare scene sensibilmente più ampie.

Per quanto riguarda la luminosità dell’obiettivo, la fotocamera si colloca su livelli medi per quanto riguarda le migliori bridge in questa fascia di prezzo: l’apertura massima del diaframma oscilla infatti fra f/3,4 ed f/6,5. Segnaliamo che la Powershot SX70 HS dispone di uno stabilizzatore ottico molto avanzato, il cui guadagno è equivalente a ben 5 stop di tempi.

Oltre alle classiche modalità manuali (P-Av-Tv-M) e a quelle completamente automatiche, la fotocamera mette a disposizione le due posizioni della ghiera personalizzabili C1 e C2, che siamo abituati a vedere sulle reflex avanzate. Esse permettono di memorizzare alcune impostazioni utilizzate più di frequente, così da non dover impostare la macchina fotografica di volta in volta. Un’altra caratteristica che apprezzeranno gli utenti più esperti è il supporto del formato RAW.

Per quel che riguarda la gamma ISO, la Canon PowerShot SX70 HS consente di impostare una sensibilità compresa fra ISO 100 ed ISO 3.200 offrendo risultati simili a quelli delle altre fotocamere con sensore da 1/2,3″: accettabili ai livelli più bassi e modesti quando si supera la soglia degli 800 ISO.

Segnaliamo la buona velocità di raffica offerta da questa bridge, che si attesta su 10 fotogrammi al secondo (rinunciando però all’autofocus continuo) o 5,7 fps (ricalcolando la distanza di messa a fuoco per ogni scatto).

Il display presenta una canonica diagonale da 3″ ed una risoluzione di 922.000 pixel. Anche in questo caso lo schermo è completamente articolato, il che torna utile soprattutto agli amanti dei “selfie”. Oltre allo schermo posteriore, la Powershot SX70 HS è dotata di un ottimo mirino elettronico con risoluzione di 2,36 milioni di punti.

Pagella:

Teleobiettivo:4.6 out of 5 stars (4,6 / 5)
Grandangolo:4.7 out of 5 stars (4,7 / 5)
Tecnologia e Funzioni:3.8 out of 5 stars (3,8 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:3.6 out of 5 stars (3,6 / 5)
Peso e Dimensioni:4 out of 5 stars (4,0 / 5)

Voto Generale: 4 out of 5 stars (4 / 5)

La fotocamera misura 127×90,9×116,6mm e pesa 610 grammi: non è quindi una delle bridge più compatte esistenti, ma nemmeno fra le più pesanti.

In conclusione, la Canon Powershot SX70 HS è una macchina fotografica moderna e versatile, che ben si adatta un po’ a tutti i generi fotografici. Se la lunghissima focale massima torna utile per riprendere animali in libertà ed in generale gli oggetti più distanti, quella minima di 21mm consente di sbizzarrirsi nella fotografia paesaggistica. La presenza dei controlli manuali e delle modalità personalizzabili ben si adattano a chi vuole imparare a fotografare in modo più creativo.

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Panasonic FZ2000

macchina fotografica bridge Panasonic Lumix FZ2000
Proseguiamo la nostra classifica delle migliori fotocamere bridge parlando della Panasonic Lumix FZ2000, primo modello tra quelli analizzati ad essere dotato di un più ampio sensore da 1″. La fotocamera può scattare ad una risoluzione di 20 megapixel, mentre nella ripresa di filmati supporta lo standard 4K UHD.

L’obiettivo, firmato Leica, mostra caratteristiche forse meno impressionanti rispetto alle fotocamere già esaminate: si tratta di uno zoom 20x che copre focali comprese fra 24mm e 480mm equivalenti. Un obiettivo dall’escursione focale non esagerata, ma di qualità eccellente e piuttosto luminoso: la massima apertura di diaframma è infatti compresa fra f/2,8 (a 24mm) ed f/4,5. Un’apertura così ampia, soprattutto alle focali più spinte, permette di ottenere un’eccezionale sfocatura dello sfondo, che si avvicina a quella tipica di reflex e mirrorless.

La sensibilità può essere impostata su valori compresi fra ISO 80 ed ISO 25.600, un range quindi molto più ampio di quanto visto finora. La qualità d’immagine è più che soddisfacente alle sensibilità basse e medie. Solo intorno ai 1.600-3.200 ISO il rumore digitale e/o la perdita di dettaglio possono compromettere i risultati. Rispetto alle fotocamere con sensore più piccolo (ossia tutte quelle viste fino a questo punto), la migliore resa delle foto è a dir poco evidente.

Ottima anche la qualità dei filmati che, come detto, possono essere registrati in formato 4K. La possibilità di collegare un microfono esterno lascia intuire come la fotocamera sia pensata anche per andare incontro alle esigenze dei videomaker più evoluti.

La Panasonic Lumix FZ2000 mette a disposizione le classiche modalità di scatto manuali P-A-S-M. I limiti, nell’utilizzo di queste modalità sono molto meno vincolanti rispetto a quanto abbiamo osservato parlando delle bridge più economiche. È infatti possibile impostare l’otturatore su un valore compreso fra 1/16.000 e 60″, che salgono ad un massimo di 120″ quando si usa la posa B. Per quanto riguarda il diaframma, è possibile scegliere un’apertura compresa fra quella massima ed f/11.

Segnaliamo anche le eccezionali capacità di scatto in raffica offerte da questa bridge: è possibile scattare alla velocità di 12 fotogrammi al secondo, sia pure senza il supporto dell’AF continuo. Inoltre, attivando l’otturatore elettronico si sale addirittura a 50fps, sebbene solo per 100 foto in Jpeg e 30 in formato RAW.

Il display LCD presenta una diagonale da 3″ ed una risoluzione di 1.040.000 pixel, è completamente articolato e dispone anche di funzionalità touch. Ad affiancarlo, troviamo uno straordinario mirino elettronico dalla risoluzione di 2.360.000 punti.

Molti sono i dettagli che tracciano della Panasonic Lumix FZ2000 un profilo ben più professionale rispetto ai modelli precedentemente analizzati. Per fare qualche esempio, lo zoom può essere regolato attraverso l’apposita ghiera dell’obiettivo (come sulle reflex) oltre che attraverso la leva presente sull’impugnatura, tipica delle compatte. Sul corpo macchina sono presenti diversi pulsanti personalizzabili, ai quali è possibile assegnare una funzione a propria scelta. Inoltre, l’obiettivo è dotato di filettatura, così che si possano applicare dei filtri.

Pagella:

Teleobiettivo:2.8 out of 5 stars (2,8 / 5)
Grandangolo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Tecnologia e Funzioni:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:3.7 out of 5 stars (3,7 / 5)
Peso e Dimensioni:3 out of 5 stars (3,0 / 5)

Voto Generale: 4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)

Il prezzo da pagare per componenti di prim’ordine, elevata qualità d’immagine e prestazioni straordinarie è quello di avere una fotocamera ben più ingombrante dei modelli visti fino ad ora. Il corpo macchina pesa infatti quasi un chilo (966 grammi) e misura 137,6×101,9×134,7mm.

In conclusione, la Panasonic Lumix FZ2000 è una fotocamera sobria, che preferisce lasciare a bocca aperta per la qualità d’immagine offerta che non per uno zoom esorbitante. Non si tratta di un modello adatto a chi cerca una classica inquadra e scatta tascabile da utilizzare in automatico. Al contrario, la fotocamera è pensata per un utilizzo più evoluto, prova ne è la possibilità di impostare liberamente ogni parametro di scatto nelle modalità manuali. Inoltre, ribadiamo che la Panasonic Lumix FZ2000 è probabilmente la miglior fotocamera bridge per i video, quantomeno in questa fascia di prezzo.

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Canon PowerShot G3X

Canon PowerShot G3x, una fra le migliori macchine fotografiche bridge
Chiudiamo questa sezione dedicata alle migliori fotocamere bridge di fascia media con un altro modello di casa Canon: la PowerShot G3X. Esteticamente, questa macchina fotografica sembra più simile ad una classica compatta che non ad una bridge: le sue dimensioni sono ridotte, le forme regolari e l’impugnatura meno pronunciata rispetto ai modelli già visti.

La Canon PowerShot G3X è dotata di un ottimo sensore da 1″ che offre una risoluzione di 20 megapixel e permette di riprendere filmati in formato Full HD 1080p.

L’obiettivo è invece uno zoom 25x che copre un range di lunghezze focali compreso fra 24mm e 600mm equivalenti. Ci ritroviamo nuovamente di fronte, quindi, ad una focale massima più contenuta rispetto a quella di molti modelli visti in precedenza, spesso superiore ai 1000mm.

La ragione è che, anche in questo caso, abbiamo a che fare con una fotocamera concepita per offrire una qualità d’immagine superiore e non un’escursione focale da capogiro: due aspetti impossibili da conciliare se non facendo lievitare il prezzo e le dimensioni. Detto ciò, è davvero difficile immaginare situazioni nelle quali 600mm equivalenti non siano sufficienti.

Un range di focali relativamente contenuto ha permesso di garantire un’ottima luminosità dell’obiettivo: la massima apertura di diaframma è compresa, a seconda della focale in uso, tra f/2,8 ed f/5,6.

Nelle modalità di scatto manuali non sono previsti troppi limiti: l’apertura minima di diaframma impostabile è f/11, mentre per quanto riguarda i tempi potrete impostare valori compresi fra 1/2000 e 30″, o usare la posa Bulb. Non manca ovviamente, anche su questo modello, il supporto del formato RAW.

La gamma di sensibilità della Canon PowerShot G3x va da 100 ISO a 12.800 ISO. Le foto appaiono pressoché prive di rumore fino ad 800 ISO e non eccessivamente compromesse anche a 1.600. Superata la soglia dei 3.200 ISO, come è inevitabile, la nitidezza decade invece vistosamente.

La velocità di raffica è pari a 5,9 fotogrammi al secondo se si rinuncia all’autofocus continuo, mentre si ferma a 3,2 fps se si vuole ricalcolare la distanza di messa a fuoco ad ogni scatto. Si tratta sicuramente di valori più che sufficienti nella maggior parte delle situazioni, anche se alcuni dei modelli visti in precedenza si spingono ben oltre.

La fotocamera è dotata di un eccellente display LCD touch dalla diagonale di 3,2″ e dalla risoluzione di 1.620.000 pixel. Sebbene non completamente articolato, lo schermo può essere ribaltato (chiamiamola “modalità selfie“) ed inclinato verso il basso di circa 45°. Purtroppo non è invece presente alcun mirino elettronico incorporato, sebbene sia possibile associarne uno esterno (non incluso).

La fotocamera presenta un’eccellente qualità costruttiva: il corpo, realizzato il lega di magnesio, è inoltre completamente tropicalizzato ed è quindi resistente a condizioni climatiche avverse. Per quanto riguarda le dimensioni, la Canon PowerShot G3X misura solo 123,3×76,5×105,3mm per un peso complessivo di 733 grammi.

Pagella:

Teleobiettivo:3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)
Grandangolo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Tecnologia e Funzioni:4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Peso e Dimensioni:4 out of 5 stars (4,0 / 5)

Voto Generale: 4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)

Per molti versi, i punti di forza di questa macchina coincidono quindi con quelli della Panasonic vista poc’anzi, peraltro venduta ad un prezzo simile. Entrambe le fotocamere si distinguono per un’ottima qualità d’immagine e sono destinate ad utenti evoluti, che vogliono sfruttare appieno le modalità di scatto manuali. Quale bridge scegliere, allora, fra le due? Diciamo innanzitutto che la PowerShot G3X è meno orientata alle riprese video rispetto alla Lumix FZ2000 (che su questo punto eccelle) e non è dotata di mirino incorporato, componente irrinunciabile per alcuni fotografi. D’altro canto, la questa Canon mette a disposizione uno zoom ancora più spinto, pur presentando un corpo macchina molto più piccolo, più leggero e più discreto.

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Migliori Fotocamere Bridge di Fascia Alta

Eccoci infine giunti alle migliori fotocamere bridge di fascia alta, modelli il cui prezzo, nel momento in cui scriviamo, supera i 1000€. Si tratta di fotocamere che, per un motivo o per l’altro, mostrano caratteristiche eccezionali. Il fatto che si tratti delle macchine fotografiche più costose presenti in questa classifica non significa però che siano prodotti “professionali”: è sempre bene tenere a mente che le bridge, come ampiamente spiegato nell’introduzione, restano fotocamere meno avanzate rispetto a mirrorless e reflex, un po’ sotto ogni punto di vista. Anche per quanto riguarda questa sezione, tutte le fotocamere presenti possono essere collegate tramite WiFi ad un altro dispositivo.

Nikon Coolpix P1000

nikon coolpix p1000, la miglior bridge per estensione dello zoom
Apriamo la sezione dedicata alle migliori fotocamere bridge di fascia alta con una macchina che non passa certo inosservata: la Nikon Coolpix P1000. Questa fotocamera supporta le riprese video in formato 4K UHD e permette di scattare foto ad una risoluzione di 16 megapixel.

A dispetto di un prezzo di vendita decisamente alto, questa macchina è dotata di un piccolo sensore da 1/2,3″, il quale non può garantire prestazioni elevate per quanto riguarda la qualità d’immagine. D’altronde, come sarà chiaro a breve, non è su questo aspetto che la Nikon P1000 ha scelto di puntare tutto.

La fotocamera presenta uno zoom 125x che consente di scattare ad una focale compresa fra i 24mm e i 3000mm equivalenti. Difficile trovare aggettivi adatti a descrivere la potenza di questo zoom: Nikon ha voluto decisamente esagerare, proponendo una focale massima fino ad ora mai raggiunta da nessuna fotocamera. Quanti sono 3000mm? Abbastanza da inquadrare una persona da qualche centinaio di metri di distanza, o da fotografare la Luna riempendo con essa il fotogramma. Le riprese lunari sembrano essere un utilizzo molto comune della Nikon Coolpix P1000, tanto che è addirittura presente una modalità di scatto pensata proprio per questo genere di foto.

Gestire una focale di questo genere non è comunque affatto semplice: si rendono necessarie molte accortezze per evitare il micromosso. La fotocamera integra uno stabilizzatore d’immagine molto efficiente, in grado di compensare circa 5 stop di tempi. Ciò potrebbe comunque non bastare a garantire scatti nitidi, soprattutto quando non c’è molta luce: si rende necessario usare un treppiedi stabile, nonché conoscere le basi della tecnica fotografica.

La massima apertura di diaframma utilizzabile alle focali grandangolari (da 24mm a 28mm) è di f/2,8 ma salendo di focale la luminosità dell’obiettivo si riduce progressivamente. A 3000mm il diaframma più aperto è f/8, un valore comunque apprezzabile se si considera che stiamo parlando di una focale davvero vertiginosa.

La sensibilità può essere impostata su valori compresi fra ISO 100 ed ISO 6400, anche se è consigliabile, quando possibile, evitare di superare la soglia degli 800 per non incorrere in un eccessivo deterioramento dell’immagine. Per quanto riguarda lo scatto in raffica, la Nikon Coolpix P1000 permette di scattare ad una buona velocità di 7 fotogrammi al secondo. La fotocamera offre tutte le classiche modalità di scatto manuali e permette di salvare gli scatti in formato RAW.

Ottimo è anche il display completamente articolato, che presenta una diagonale di 3,2″ e una risoluzione di 921.000 pixel. In aggiunta, la Nikon Coolpix P1000 integra un buon mirino elettronico con risoluzione di 2.359.000 punti e completo di regolazione diottrica.

Come c’era da aspettarsi, uno zoom come quello descritto si ripercuote negativamente sulle dimensioni del corpo macchina, superiori a quelle di tutte le altre bridge viste in questa classifica (ed anche a quelle di qualunque reflex con zoom tuttofare). La Nikon Coolpix P1000 misura 146,3×118,8×181,3mm per un peso complessivo di ben 1.415 grammi.

Pagella:

Teleobiettivo:5 out of 5 stars (5,0 / 5)
Grandangolo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Tecnologia e Funzioni:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:2.7 out of 5 stars (2,7 / 5)
Peso e Dimensioni:3 out of 5 stars (3,0 / 5)

Voto Generale: 4 out of 5 stars (4 / 5)

Parlare della Nikon Coolpix P1000 significa parlare, essenzialmente, del suo incredibile zoom 125x. Del resto, questa macchina non ha altro da offrire, in più, rispetto a molte delle migliori fotocamere bridge economiche delle quali abbiamo parlato prima. L’acquisto di questo modello deve dunque essere valutato attentamente: l’ingombro ed il prezzo della fotocamera sono giustificabili solo nel caso si abbia realmente bisogno di una focale di questo genere, anche tenendo in considerazione che la qualità d’immagine offerta è identica a quella di una compatta da 100€ o di molti smartphone.

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Sony RX10 M4

Sony RX10 m4
Concludiamo la nostra classifica delle migliori fotocamere bridge con il modello più evoluto attualmente in commercio, nonché il più costoso. Stiamo parlando della Sony RX10 M4, fotocamera con sensore da 1″ che permette di scattare ad una risoluzione di 20,1 megapixel e di riprendere video in formato 4K UHD.

L’obiettivo integrato è uno zoom 25x che copre lunghezze focali comprese fra i 24mm ed i 600mm equivalenti. Anche se l’escursione focale è un po’ più contenuta rispetto ad altri modelli, la qualità costruttiva è eccellente, così come eccellente è la sua luminosità. La massima apertura di diaframma è infatti compresa fra f/2,4 ed f/4, il che permette di ottenere un piacevolissimo sfondo sfocato ed al contempo di scattare con tempi di posa un po’ più rapidi. Importante è anche il lavoro dello stabilizzatore d’immagine, il quale riesce ad apportare un guadagno di circa 4,5 stop.

Come c’era da aspettarsi, la Sony RX10 supporta il formato RAW e presenta tutte le modalità di scatto manuali, selezionabili dall’apposita ghiera. Inoltre, questo modello non pone praticamente nessun limite nella scelta dei parametri di scatto. L’apertura di diaframma può essere impostata tra il valore massimo (in base alla focale) ed f/16 mentre il tempo di posa tra 30″ e 1/2000 o 1/32.000 ricorrendo all’otturatore elettronico.

La gamma complessiva di sensibilità va da un minimo di 64 ISO ad un massimo di 12.800 ISO. La qualità d’immagine si mantiene ottima alle sensibilità basse e medie e sicuramente accettabile fino a 2.000 ISO circa. Anche le sensibilità più elevate sono sicuramente utilizzabili, ma si dovranno fare i conti con un forte rumore digitale e con la perdita dei dettagli più fini.

Anche per quanto riguarda lo scatto in raffica la Sony RX10 M4 risulta essere la prima della classe, e non solo tra le fotocamere bridge: è infatti possibile scattare alla velocità di 24 fotogrammi al secondo per un massimo di 112 Raw o 249 Jpeg. Prestazioni di questo genere torneranno particolarmente utili ai fotografi sportivi e naturalisti, ed in generale a chiunque riprenda spesso scene in rapida evoluzione.

Il display touch LCD, non completamente articolato ma inclinabile verso l’alto e verso il basso, ha una diagonale di 3″ ed una risoluzione di 1.440.000 punti. L’inquadratura può inoltre essere gestita attraverso un mirino elettronico con risoluzione di 2.359.296 punti e completo di regolazione delle diottrie.

Esteticamente, la Sony RX10 M4 si presenta simile ad una reflex di fascia media, sensazione confermata anche dal piccolo schermo supplementare posto sul lato superiore della macchina. Le sue dimensioni sono dunque alquanto abbondanti: 132,5×94,0x145,0mm per un peso complessivo di poco superiore al chilogrammo (1.095 grammi).

Pagella:

Teleobiettivo:3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)
Grandangolo:4 out of 5 stars (4,0 / 5)
Tecnologia e Funzioni:4.8 out of 5 stars (4,8 / 5)
Rapporto Qualità Prezzo:3.4 out of 5 stars (3,4 / 5)
Peso e Dimensioni:3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

Voto Generale: 4.8 out of 5 stars (4,8 / 5)

La Sony SX10 M4 è sicuramente una fotocamera destinata a chi non vuole scendere a compromessi. Ogni aspetto di questa bridge è eccellente, dalla qualità d’immagine alle prestazioni dell’obiettivo, dalla raffica alla compattezza, senza tralasciare il comparto video. Benché la fotocamera possa dare soddisfazioni a chiunque, appare evidente che sia stata pensata soprattutto per gli utenti più esperti e più esigenti, che potranno sbizzarrirsi nell’uso delle modalità manuali.

Sebbene alcune tra le migliori fotocamere bridge viste in precedenza potessero vantare uno zoom ancora più potente, nessuna di esse supera la Sony RX10 M4 sul piano delle prestazioni, della versatilità e della qualità d’immagine. L’elevatissimo prezzo di vendita impone comunque di ponderare bene la scelta e di valutare attentamente anche eventuali alternative.

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2 commenti su “Migliori Fotocamere Bridge”

    • Ciao Luciano. La Panasonic FZ300, benché ormai un po’ datata, è sicuramente un’ottima bridge per iniziare e se la possiedi potrà certamente darti tante soddisfazioni.
      Il suo principale punto di forza è l’apertura di diaframma fissa su f/2,8 a tutte le focali, cosa assai rara sulle fotocamere economiche.
      A fronte di questa caratteristica presenta però una focale massima relativamente contenuta per questo tipo di macchine ed un prezzo un po’ più alto delle altre bridge di fascia economica.
      Dovendo ovviamente fare una certa selezione, abbiamo preferito inserire nella nostra classifica modelli più recenti dalle caratteristiche comunque simili, a cominciare dalla Panasonic FZ82.

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