Migliori Fotocamere Mirrorless

Benvenuti nella nostra guida all’acquisto delle migliori fotocamere mirrorless, continuamente aggiornata con le ultime novità immesse sul mercato.

Che siate ancora alle prime armi o abbiate già esperienza in fatto di fotografia, di seguito cercheremo di fornirvi tutte le informazioni che potrebbero esservi utili per scegliere la vostra prossima macchina fotografica.

Nella prima parte della guida descriveremo questo genere di fotocamere in termini generali, spiegando cosa sono, cosa le differenzi dalle altre tipologie (ad esempio le reflex) e quali siano le caratteristiche più importanti da considerare prima di acquistarne una.

Più avanti troverete invece la classifica delle migliori fotocamere mirrorless oggi in commercio, con una breve recensione di ogni specifico modello, così da evidenziarne il target di riferimento e l’ambito di utilizzo, oltre che le principali caratteristiche tecniche.

Nel box qui sotto, abbiamo comunque anticipato l’elenco delle mirrorless attualmente incluse nella nostra selezione. Se preferite saltare la parte introduttiva, cliccate sul nome di un modello per passare direttamente alla relativa sezione.

Cosa sono le fotocamere mirrorless e a chi sono rivolte

Presenti sul mercato da una quindicina di anni, le mirrorless sono una tipologia di macchine fotografiche relativamente giovane ma che – possiamo ormai affermarlo – ha raggiunto la maturità.

fotografia che mostra dei mulini a vento ripresi con un grandangolo ed una lunga esposizione dovuta ai filtri ND

Dopo qualche tentennamento iniziale, la loro diffusione è cresciuta in maniera esponenziale, tanto da aver ormai superato abbondantemente quella delle tradizionali reflex.

Le mirrorless sono in generale fotocamere avanzate, di gran lunga più evolute rispetto ad una semplice compatta o ad uno smartphone, sotto ogni punto di vista.

Ciò non significa che queste macchine fotografiche siano consigliabili soltanto agli utenti già esperti. Al contrario, il mercato delle mirrorless è molto variegato e sono presenti prodotti dalle caratteristiche diverse, adatte ad un target differente.

I modelli di fascia più bassa sono concepiti proprio per chi non ha ancora nessuna esperienza nel campo della fotografia.

Così come le reflex, anche le mirrorless sono macchine fotografiche ad obiettivo intercambiabile, il che significa che per iniziare a fotografare dovrete procurarvi (oltre alla fotocamera, naturalmente) almeno un obiettivo compatibile.

Nella stragrande maggioranza dei casi, comunque, vengono proposti dei kit che comprendono sia la fotocamera che un obiettivo standard, al quale nel tempo potrete aggiungerne altri in base alle vostre esigenze.

Acquistare uno di questi bundle è probabilmente la soluzione ideale (nonché la più economica) per chi si sta avvicinando al mondo della fotografia.


Le mirrorless e le altre tipologie di fotocamere (differenze e punti in comune)

Vediamo adesso, più nello specifico, quali siano le differenze fra le fotocamere mirrorless e le altre tipologie di macchine fotografiche esistenti.

Mirrorless vs reflex

Le fotocamere mirrorless vengono normalmente associate (e frequentemente confuse) con le reflex. Ci teniamo quindi a chiarire, per prima cosa, quali siano le differenze fra questi due sistemi.

fotocamera mirrorless con mirino

In parole povere, le mirrorless sono l’evoluzione delle reflex: una tipologia di macchine fotografiche più moderne e tecnologiche, nelle quali alcuni componenti meccanici sono stati sostituiti dall’elettronica.

Volendo essere ancora più chiari, le mirrorless hanno ormai del tutto sostituito le reflex, così come la fotografia digitale all’inizio degli anni 2000 ha soppiantato quella analogica.

Con buona pace di chi (come noi) era molto affezionato a questo sistema, le reflex sono sempre più da considerarsi strumenti del passato e le mirrorless le fotocamere del futuro.

Tornando alle differenze fra i due sistemi ed entrando un po’ più nello specifico, le fotocamere mirrorless fanno a meno, essenzialmente, di due componenti fondamentali per le reflex: il pentaprisma e lo specchio. Ciò spiega anche il nome stesso mirrorless, ossia senza specchio.

Tale semplificazione della struttura rende le fotocamere mirrorless più leggere e compatte, e proprio l’ingombro contenuto ne ha rappresentato inizialmente la caratteristica più pubblicizzata.

In realtà la compattezza è solo la punta dell’iceberg fra i vantaggi offerti dalle mirrorless. In assenza di specchio e pentaprisma, il sensore è sempre esposto alla scena inquadrata ed il processore d’immagine la può analizzare in tempo reale, il che apre la strada ad innumerevoli possibilità.

Le mirrorless prevedono infatti funzionalità tecnicamente irrealizzabili sulle reflex, come rilevare automaticamente gli occhi di una persona o di un animale (ma anche soggetti più elaborati) e mantenere la messa a fuoco su di essi, o mostrare nel mirino l’anteprima dell’immagine con l’effettiva profondità di campo e le tonalità risultanti in base alle impostazioni di scatto.

Col tempo, c’è da scommettere che prenderà sempre più piede, anche sulle mirrorless, la fotografia computazionale, oggi ampiamente impiegata sugli smartphone.


Mirrorless vs smartphone

A proposito di smartphone; è possibile un paragone fra questi strumenti (ormai divenuti quelli di riferimento per i fotografi occasionali) e le mirrorless?

Per quanto celebrate possano essere oggi le potenzialità fotografiche dei telefonini (ad onor del vero notevoli, in termini assoluti) non può esserci alcun reale confronto sul piano delle performance e nessun fotografo serio prenderebbe mai in considerazione l’utilizzo di uno smartphone per uno scatto importante.

I telefonini rappresentano preziosi alleati quando non si ha uno strumento più consono a portata di mano, quando la riuscita dello scatto non dipende da questioni tecniche (ma magari dall’attimo colto) o per le foto ricordo, che non richiedono una qualità molto elevata.

Detto ciò, persino la più economica delle mirrorless surclassa a mani basse qualunque smartphone, anche quelli di fascia alta.


Mirrorless vs compatte/bridge

Allo stesso modo, le fotocamere mirrorless sono mediamente superiori, sotto tutti i punti di vista alle fotocamere compatte ed alle fotocamere bridge.

Per la verità, queste tipologie di fotocamere includono una notevole varietà di modelli, inclusi alcuni dotati di caratteristiche particolarmente avanzate se non addirittura professionali. Anche in questi rari casi, comunque, si tratta di prodotti specialistici ed eventuali vantaggi rispetto alle mirrorless sarebbero limitati a pochi ambiti specifici.

Comunque sia, anche questi discorsi sono ormai obsoleti: tanto le compatte quanto le bridge sono definitivamente (e tristemente) passate di moda e, prima ancora delle reflex, sono state abbandonate da un po’ tutti i produttori di fotocamere, con gli ultimi modelli risalenti ormai a diversi anni fa.


Conclusione: meglio mirrorless o altre fotocamere?

In conclusione, le mirrorless si sono ormai imposte come le fotocamere di riferimento tanto per gli appassionati di fotografia quanto per i professionisti.

Se avete iniziato ad interessarvi seriamente alla fotografia o desiderate superare i limiti imposti dagli strumenti prettamente amatoriali, una mirrorless è il punto di partenza più naturale.

In questa sezione abbiamo cercato di mettere in luce le differenze chiave fra le mirrorless e le altre fotocamere digitali e speriamo di essere riusciti a farlo con la massima chiarezza. Tuttavia, potremmo riassumere il tutto nelle due righe che seguono.

Se vi state ancora chiedendo se una mirrorless è la fotocamera che fa per voi, siete già in errore: oggi, le mirrorless sono l’unica tipologia di macchine fotografiche vere ancora esistente.


Come si usa una mirrorless?

Tutte le fotocamere mirrorless, ad esclusione di alcuni modelli prettamente professionali, possono essere utilizzate sia in modalità automatica che in modalità manuale.

paesaggio al tramonto ripreso con un obiettivo grandangolare

La presenza di una modalità automatica torna certamente utile a chi è solo alle prime armi e non conosce ancora le basi della tecnica fotografica.

Anche in questo caso, ci si possono aspettare risultati migliori rispetto alle foto scattate con tipologie di macchine prettamente amatoriali, quantomeno dal punto di vista tecnico (livello di dettaglio, nitidezza, profondità…).

Detto ciò, è solo imparando a padroneggiare le modalità di scatto manuali che riuscirete a sfruttare appieno la vostra mirrorless.

Qui su ABC Camera troverete numerosi contenuti che possono aiutarvi nell’apprendimento della tecnica fotografica, a cominciare dal nostro corso gratuito di fotografia. Prima, però, bisogna procurarsi la fotocamera…


Le caratteristiche più importanti delle fotocamere mirrorless

Tanti sono i fattori da tenere in considerazione per scegliere quale mirrorless comprare. In base alle vostre esigenze ed al tipo di foto che fate, alcuni aspetti potrebbero però rivelarsi più rilevanti di altri.

In questa parte della nostra guida all’acquisto vi descriveremo le caratteristiche più importanti da valutare prima di acquistare una fotocamera.

Dimensioni del Sensore

La prima caratteristica da tenere in considerazione (o quantomeno da conoscere) per scegliere la mirrorless da acquistare è probabilmente la dimensione del suo sensore.

Dalla dimensione del sensore dipendono infatti la qualità d’immagine che si potrà ottenere, la focale equivalente degli obiettivi, la tenuta alle alte sensibilità ISO e la possibilità di gestire meglio la profondità di campo.

In generale, maggiori sono le dimensioni del sensore, migliori saranno le prestazioni della mirrorless, quantomeno per quanto riguarda gli aspetti appena menzionati.

A seconda delle loro dimensioni, i sensori digitali corrispondono a determinati standard. In particolare, tra le migliori mirrorless che abbiamo selezionato per voi, troveremo sensori dei seguenti formati:

schema che mostra la dimensione in scala dei sensori integrati nelle fotocamere mirrorless
  • Quattro Terzi (4/3). È il sensore più piccolo ed attualmente quello più usato da Olympus e Panasonic. Le sue ridotte dimensioni dovrebbero riflettersi su quelle complessive della fotocamera, rendendola particolarmente compatta. Anche gli obiettivi pensati per questo sistema sono un po’ più piccoli di quelli per APS-C e full frame. Di contro, la qualità d’immagine è lievemente più bassa rispetto ai sensori di dimensioni maggiori ed è un po’ più difficile ottenere una messa a fuoco selettiva.
  • APS-C. Per molti anni è stato il sensore di riferimento per le fotocamere amatoriali (sia reflex che mirrorless). Ancora oggi, nonostante la contrazione dovuta all’espansione da un lato dei full frame e dall’altro dei 4/3, è quello più diffuso sulle mirrorless entry-level ed amatoriali. Quando associati ad un buon processore e ad obiettivi adeguati, gli APS-C sono in grado di sfornare un’ottima qualità d’immagine, adatta in molti casi anche ad un utilizzo professionale.
  • Full Frame. Le fotocamere che adottano un sensore full frame permettono di ottenere una qualità d’immagine eccezionale e di gestire con maggiore facilità la profondità di campo, ma presentano anche dimensioni maggiori rispetto alle APS-C ed alle 4/3. Il “pieno formato” era un tempo prerogativa dei prodotti strettamente professionali o comunque molto avanzati ed era associato a prezzi proibitivi. Negli ultimi anni, prima nel mondo delle reflex e poi in quello delle mirrorless sono invece state prodotte fotocamere comunque amatoriali ed accessibili ai semplici appassionati con sensori di questo tipo.

Precisiamo, per completezza, che esistono o sono esistite in passato anche alcune mirrorless con sensori ancora più piccoli del 4/3 (il defunto sistema Nikon J) o ancora più grandi del full frame (le medio formato), ma si tratta di casi particolari, dei quali non ci occuperemo in questa guida.


Mirino

Contrariamente alle reflex, non tutte le fotocamere mirrorless dispongono di un mirino. Qualora presente, il mirino è di tipo elettronico (non ottico) e viene indicato con l’acronimo EVF (“Electronic ViewFinder“).

una mirrorless dotata di mirino elettronico (la Nikon Z8)

Le mirrorless che ne dispongono sono talvolta dette EVIL (“Electronic Viewfinder Interchangeable Lens” ossia “[fotocamere] con mirino elettronico ed obiettivo intercambiabile”).

Quando si tratta di scegliere una mirrorless, la presenza o meno del mirino è uno dei principali aspetti da valutare.

Chi è abituato a fotografare con le fotocamere più economiche (o con lo smartphone), potrebbe forse ritenere questo componente superfluo, mentre chi proviene dalle reflex lo reputa spesso irrinunciabile.

In effetti, l’utilità del mirino è piuttosto soggettiva e dipende molto anche dal genere di foto che si fanno. In ogni caso ci sono situazioni nelle quali è oggettivamente complicato inquadrare attraverso il display LCD, ad esempio quando si scatta con focali lunghe o in presenza di molta luce.

Il mirino elettronico non è altro che un piccolo display, ed in quanto tale le sue caratteristiche di base sono la diagonale e, soprattutto, la risoluzione. Alcune fotocamere mirrorless, benché sprovviste di mirino, danno la possibilità di collegarne uno esterno, da acquistare separatamente.


Obiettivi Compatibili

Purtroppo, le fotocamere mirrorless non sono nativamente compatibili con gli obiettivi progettati per le reflex, nemmeno con quelli della stessa casa costruttrice.

adattatore nikon ftz

Le mirrorless di ogni specifico produttore costituiscono un sistema a sé stante, ed hanno uno specifico attacco, fatti salvi i consorzi Micro 4/3 ed L-Mount. Sono così compatibili solo con gli obiettivi aventi lo stesso attacco e realizzati quindi, appositamente, per il sistema mirrorless di quello specifico produttore.

Trattandosi di un sistema piuttosto recente, gli obiettivi disponibili sono relativamente poco numerosi. La scelta più ampia, come prevedibile, è quella offerta dalle case presenti da più tempo in questo settore, in particolare Sony.

Anche Canon e Nikon, benché partite in ritardo, si sono date molto da fare negli ultimi tempi per offrire un parco ottiche adeguato al proprio sistema di mirrorless. Ad oggi, le opzioni sono molteplici per quel che riguarda le full frame proposte dalle due aziende, mentre gli obiettivi specifici per APS-C (soprattutto nel caso di Canon) sono ancora pochissimi.

In ogni caso, nel mondo delle mirrorless è ancora molto frequente l’utilizzo di adattatori, i quali permettono di montare anche obiettivi pensati per sistemi diversi (reflex), addirittura di marche differenti.

Sia Canon che Nikon mettono a disposizione un adattatore attraverso il quale è possibile collegare alle loro mirrorless anche gli obiettivi pensati per le reflex. In alcuni casi, l’adattatore è fornito in kit con la fotocamera, ma anche nel caso doveste acquistarlo separatamente, il suo prezzo è a dir poco onesto.


Risoluzione

La risoluzione, come probabilmente già saprete, è la dimensione delle fotografie in termini di pixel e dipende anch’essa dal sensore utilizzato. Un sensore da 24 megapixel (24 milioni di pixel) permetterà ad esempio di scattare foto che misurano 6.000 x 4.000 pixel.

Una risoluzione molto alta significa poter eseguire ritagli molto spinti ed effettuare anche stampe di notevoli dimensioni. In ogni caso, non necessariamente il livello di dettaglio è direttamente proporzionato alla risoluzione.

Sensori di dimensioni fisiche ridotte associati a risoluzioni molto elevate finiscono spesso per generare immagini che, osservate al massimo ingrandimento, mostrano una definizione inferiore ed un rumore digitale più evidente.

Ad esempio, alcuni recenti smartphone millantano risoluzioni di 40, 50 o anche oltre 100 megapixel (chi più ne ha più ne metta!) e si potrebbe essere portati a pensare che scattino foto migliori di una mirrorless da 20 o 24 megapixel.

Ovviamente, le cose non stanno così: gli strumenti fotografici modesti (come appunto gli smartphone) presentano sensori minuscoli non in grado di supportare tali risoluzioni.

Osservandone le immagini ad ingradimento pieno vi accorgereste infatti che queste sono terribilmente sgranate, morbide, piene di grana e di artefatti vari tanto che, magari, una foto da 8 o 10 megapixel presenterebbe di fatto lo stesso livello di dettaglio.

Le migliori mirrorless che abbiamo messo a confronto nella nostra classifica presentano tutte una risoluzione che reputiamo adeguata: la maggior parte dei modelli raggiunge infatti i 24 megapixel, mentre alcune full frame si spingono ben oltre.

Anche le mirrorless con la risoluzione più bassa, possono comunque vantare quantomeno 20 megapixel, più che sufficienti per qualunque utilizzo amatoriale.


Velocità di Raffica

Se vi piace la fotografia sportiva o comunque, in generale, vi ritrovate spesso a riprendere scene in rapida evoluzione, la velocità di raffica è un parametro che vi consigliamo di tenere in forte considerazione per scegliere quale mirrorless comprare.

schema che illustra la serie di fotografie che è possibile ottenere scattando in raffica

Questo dato indica il numero di scatti che la fotocamera sarà in grado di registrare consecutivamente in un secondo. Se ad esempio la raffica è di 8fps, significa che attivando lo scatto continuo e tenendo premuto il pulsante di otturazione la macchina fotografica potrà registrare 8 immagini al secondo.

Poter scattare diverse foto in sequenza, a distanza di una frazione di secondo l’una dall’altra, dà maggiori possibilità di cogliere il “momento giusto“: quello nel quale una persona assume una particolare espressione, nel quale il soggetto all’interno di una scena caotica non è coperto da elementi di disturbo, l’istante esatto in cui un predatore afferra la preda o un attaccante calcia in porta, e così via…

Normalmente (ma non sempre), la raffica è limitata ad un determinato numero di scatti consecutivi, spesso diverso a seconda che si utilizzi il formato JPEG o RAW.

Ovviamente, se siete specializzati in paesaggi, ritratti, still life e soggetti statici in generale, questo parametro rivestirà un’importanza marginale nella scelta della vostra nuova mirrorless.


Connettività

La connettività WiFi è sempre più richiesta sulle fotocamere digitali, tanto su quelle economiche quanto su quelle più avanzate.

Le possibilità offerte da questa funzionalità sono molteplici: innanzitutto è possibile trasferire gli scatti sullo smartphone ed averli così disponibili per la condivisione sui social.

In secondo luogo si può gestire la fotocamera a distanza, visualizzando l’inquadratura sul display dello smartphone, cambiando le impostazioni e comandando lo scatto senza toccare la macchina fotografica. Le effettive funzionalità disponibili variano da modello a modello, così le modalità di connessione e l’efficienza del collegamento.

Ad ogni modo, tutti i modelli attualmente presenti nella nostra classifica delle migliori mirrorless dispongono di un chip Wifi integrato.


Stabilizzatore

Lo stabilizzatore d’immagine è un dispositivo che permette, in una certa misura, di compensare il movimento delle nostre mani, sia pure impercettibile, quando scattiamo una foto senza l’ausilio del treppiedi.

fotografia di un cervo

La stabilizzazione torna molto utile se stiamo scattando a mano libera ad una lunghezza focale elevata oppure in presenza di poca luce. In queste situazioni, infatti, il rischio di foto mosse è sempre in agguato.

Se fino a pochi anni fa lo stabilizzatore era normalmente integrato negli obiettivi, è oggi sempre più frequente che esso venga inserito direttamente sulle fotocamere, in particolare sulle mirrorless.

Ciò dà il vantaggio di offrire la stabilizzazione in qualunque circostanza, a prescindere dall’obiettivo utilizzato. Questo sistema è spesso identificato dalla sigla IBIS che sta per “In-Body Image Stabilization“.


Tropicalizzazione

Alcune delle mirrorless che esamineremo, sono “tropicalizzate“; cosa significa? Questa proprietà indica che la macchina fotografica è stata progettata per resistere ed essere operativa anche in condizioni climatiche sfavorevoli.

Un corpo macchina tropicalizzato può essere usato anche a temperature particolarmente basse, sotto la pioggia o in presenza di un eccezionale tasso di umidità.

Nel caso pensaste di usare spesso la fotocamera in ambienti simili, la tropicalizzazione potrebbe rappresentare un fattore rilevante per determinare quale mirrorless scegliere. In caso contrario, è un aspetto che può tranquillamente passare in secondo piano.


Migliori mirrorless: classifica

Fatta questa lunga introduzione, che speriamo vi sia stata utile, siamo finalmente giunti alla nostra classifica delle migliori mirrorless. Di seguito analizzeremo ognuno dei modelli che abbiamo scelto di includere nella nostra guida, ordinati orientativamente per fascia di prezzo.

Canon EOS R100

La nostra guida alle migliori fotocamere mirrorless del momento entra nel vivo con la Canon EOS R100, uno dei modelli più economici attualmente in produzione.

immagine Canon EOS R100

L’aspetto più interessante di questa macchina fotografica è indubbiamente rappresentato proprio dal prezzo particolarmente accessibile.

In perfetta continuità con la serie di reflex entry-level di qualche anno fa (le varie 4000D, 2000D, 1300D), Canon ha messo a punto il prodotto perfetto per i principianti che vogliono avvicinarsi al mondo della fotografia “che conta” senza impegnare un budget troppo impegnativo.

Detto ciò, non dobbiamo pensare che si tratti di un modello di bassa qualità: tutt’altro! Rispetto alle opzioni più avanzate, che vedremo in seguito, è ovvio che esistano delle rinunce, ma queste riguardano soprattutto aspetti secondari ed optional vari.

Nelle sue caratteristiche chiave, la Canon EOS R100 si presenta come una fotocamera di tutto rispetto ed è potenzialmente in grado di sfornare immagini di qualità straordinaria.

In Sintesi

  • Prezzo contenuto
  • Prestazioni elevate
  • Facilità d'uso
  • Assenza Optional
Qualità d'Immagine
80%
Tecnologia e Funzioni
65%
Reattività
60%
Qualità/Prezzo
100%
Valutazione Generale

Accennando alle specifiche tecniche, questa mirrorless è in grado di registrare filmati in formato 4K e dispone di un sensore da 24 megapixel (risoluzione ideale per una APS-C).

Grazie al chip WiFi incorporato è possibile instaurare una connessione col proprio smartphone, così da trasferire rapidamente i propri contenuti ed eventualmente condividerli su internet.

Da apprezzare come, nonostante si tratti di un modello economico, sia prevista la presenza del mirino elettronico, il quale può essere sfruttato in alternanza al display per la gestione dell’inquadratura.

Per quanto riguarda l’utilizzo, come qualsiasi mirrorless, la Canon EOS R100 prevede sia le modalità manuali che quelle completamente automatiche. Anche se non siete molto esperti potrete quindi iniziare ad utilizzarla sin da subito con soddisfazione.

In un contesto amatoriale, la macchina fotografica può adeguarsi a qualsiasi ambito: paesaggi, fotografia di viaggio, ritratti, sport, animali, e chi più ne ha più ne metta…

La Canon EOS R100 viene normalmente venduta in kit con l’obiettivo base 18-45mm, sufficiente per la maggior parte degli scatti ordinari. In seguito, a seconda del tipo di foto che intendete scattare, potrete eventualmente associarle qualunque ottica con attacco RF o RF-S.

Inoltre, se provenite dal sistema reflex e possedete obiettivi Canon EF o EF-S, potrete continuare ad utilizzarli ricorrendo al semplice adattatore EF – EOS R.

Canon EOS R100

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Nikon Z30

Proseguiamo nella nostra panoramica delle migliori fotocamere mirrorless con la Nikon Z30, altra interessantissima opzione fra le moderne fotocamere amatoriali.

immagine Nikon Z30

Attualmente, la Nikon Z30 è la macchina fotografica più economica fra quelle proposte dal colosso giapponese, benché offra in generale prestazioni superiori a quelle dei tipici modelli di fascia bassa (come la Canon EOS R100 appena vista).

Anche il prezzo, per quanto più che ragionevole, non è d’altro canto contenuto come quello delle entry-level vere e proprie.

Con questo modello, Nikon sembra aver voluto eliminare del tutto gli optional concentrandosi piuttosto sull’essenziale, in modo da offrire un’esperienza fotografica appagante sia ai principianti assoluti che agli appassionati.

Volgendo lo sguardo alle caratteristiche tecniche troviamo una risoluzione del sensore di 20 megapixel, solo lievemente inferiore alla media per questo tipo di prodotti e comunque sufficienti un po’ per qualsiasi utilizzo ordinario.

In Sintesi

  • Reattività
  • Comparto video
  • Assenza mirino
Qualità d'Immagine
75%
Tecnologia e Funzioni
60%
Reattività
70%
Qualità/Prezzo
80%
Valutazione Generale

La qualità d’immagine è eccellente in qualsiasi condizione di scatto, ed un’ottima resistenza alle alte sensibilità ISO, associata alle buone prestazioni dell’autofocus, permette di cimentarsi con successo anche negli scatti con poca luce.

Balza all’occhio la sorprendente raffica di ben 11 scatti al secondo, una velocità davvero notevole per una APS-C amatoriale. Ciò si traduce in maggiori possibilità di cogliere l’attimo perfetto quando si riprendono scene caotiche o soggetti in rapido movimento (atleti, bambini, uccelli, animali in libertà…).

La Nikon Z30 è in grado di riprendere filmati in formato 4K e proprio le riprese video costituiscono uno degli utilizzi più congeniali (e più pubblicizzati) della fotocamera, suggerita un po’ ovunque come una delle migliori mirrorless per vlogger e youtuber.

Non a caso, questa macchina fotografica è perfettamente compatibile con una lunga serie di accessori che semplificano le riprese video, può essere collegata ad un microfono esterno professionale o al telecomando Nikon ML-L7, ed integra numerose funzioni su misura per filmati di alto livello.

La Nikon Z30 non dispone di un mirino elettronico incorporato, circostanza che ha permesso di risparmiare sia sul peso che sui costi di produzione. Ottimo è invece il display LCD, dotato di funzionalità touch e completamente orientabile in qualsiasi direzione.

La Nikon Z30 viene normalmente venduta in kit con l’obiettivo di base 16-50mm ed eventualmente lo zoom tele 50-250mm, per chi desidera partire con un corredo già completo.

Potrete ad ogni modo associare la fotocamera a qualsiasi obiettivo ad attacco Nikon Z come anche, tramite adattatore, agli obiettivi per reflex Nikon F.

Nikon Z30

Nikon Z30

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Panasonic Lumix G100

Proseguiamo nella nostra classifica delle migliori fotocamere mirrorless del momento parlando della Panasonic G100, una macchina fotografica – ancor più della Nikon Z30 appena vista – concepita su misura per i vlogger ma che può dire la sua anche nel campo della fotografia.

immagine Panasonic Lumix G100

La Panasonic G100 dispone di un sensore Micro 4/3 da 20 megapixel e nella ripresa di filmati supporta, come era facile prevedere, il formato 4K.

Un efficientissimo sistema di stabilizzazione a 5 assi che lavora in sinergia con l’eventuale stabilizzatore in dotazione all’ottica, consente di registrare video fluidi e privi di oscillazioni anche in caso di riprese in movimento.

Un ulteriore aiuto viene fornito dall’impugnatura SHGR1 (acquistabile separatamente o in bundle con la fotocamera), che all’evenienza si trasforma in un treppiedi compatto e che è dotata di comandi fisici per l’avvio e la sospensione dei video.

Anche molte delle funzioni interne della Panasonic G100 sono pensate appositamente per la ripresa di filmati. Ai video possono essere applicati vari effetti artistici direttamente in-camera e sono previste diverse opzioni per la personalizzazione delle riprese in slow motion e time-lapse.

In Sintesi

  • Comparto Video
  • Prezzo Contenuto
  • Presenza Mirino
  • Velocità di Raffica
Qualità d'Immagine
70%
Tecnologia e Funzioni
80%
Reattività
70%
Qualità/Prezzo
90%
Valutazione Generale

Se desiderate eseguire elaborazioni più personalizzate e minuziose sui vostri video potrete invece avvalervi del profilo V-LogL preinstallato, il quale permette di mantenere tutte le informazioni grezze registrate dalla macchina in fase di ripresa, riducendo la compressione e permettendo una post-produzione più spinta.

Eccezionale è il microfono integrato nella fotocamera, dotato di funzionalità avanzate di rilevamento che esaltano i suoni provenienti da una determinata direzione (ad esempio evidenziando quelli emessi da una fonte posizionata davanti o dietro la fotocamera, o la voce di una persona automaticamente individuata). Grazie all’apposito connettore jack è altresì possibile collegare alla Panasonic G100 un microfono esterno.

Molto convincente anche il display LCD touch con diagonale da 3″ direzionabile in qualsiasi direzione e completamente ribaltabile, affinché sia possibile visionare se stessi durante le riprese. Oltre allo schermo, è disponibile un buon mirino elettronico: una piacevole sorpresa considerando sia il target al quale la fotocamera si rivolge che la fascia di prezzo in cui rientra.

Benché pensata soprattutto per i video, la Panasonic G100 può vantare prestazioni di tutto rispetto anche in ambito strettamente fotografico: magari sarà un po’ meno avanzata degli altri modelli di pari fascia, ma la differenza con smartphone e compatte rimane comunque abissale.

Ad ogni modo, per quanto adatta ad entrambe le applicazioni, consigliamo la Panasonic Lumix G100 soprattutto a chi pensa di utilizzarla principalmente per le riprese video e magari occasionalmente per scattare foto.

Pensiamo infatti che impiegarla unicamente per le fotografie significherebbe sfruttarne solo in parte le potenzialità.

Panasonic Lumix G100

Panasonic Lumix G100

  • Video 4K stabili con microfono OZO Audio per un suono cristallino
  • Leggera e compatta, ideale per vlogging e cattura creativa
  • Immagini eccezionali e connettività avanzata per condividere all'istante

Fujifilm X-T30 Mark II

Proseguiamo nel nostro confronto fra le migliori mirrorless con la Fujifilm X-T30 Mark II, macchina fotografica che per caratteristiche e potenzialità si colloca un gradino al di sopra dei modelli visti finora.

immagine Fujifilm-X-T30 Mark II

La fotocamera dispone di un sensore del formato APS-C da 26 megapixel di risoluzione ed è in grado di registrare filmati nel formato C4K, il quale offre un lieve vantaggio rispetto al consueto 4K, in termini di risoluzione.

La Fujifilm X-T30 Mark II può vantare prestazioni eccellenti anche sul piano della reattività, che ben si conciliano con la fotografia d’azione e garantiscono ottime chance di cogliere l’attimo giusto nella ripresa di scene dinamiche

L’autofocus si dimostra rapido e preciso anche in condizioni di scarsa luminosità e permette, fra l’altro, di agganciare un occhio umano all’interno dell’inquadratura mantenendo la messa a fuoco su di esso anche quando il soggetto si muove.

In Sintesi

  • Qualità d'Immagine
  • Versatilità
  • Estetica
  • Assenza Stabilizzatore
Qualità d'Immagine
85%
Tecnologia e Funzioni
80%
Reattività
70%
Qualità/Prezzo
85%
Valutazione Generale

Buone (seppure un po’ inferiori agli standard attuali) sono anche le capacità di scatto in raffica: la Fujifilm X-T30 M2 può registrare immagini fino ad 8fps per un massimo di 105 JPEG o 18 RAW. È anche prevista un’apposita modalità che, applicando un crop di 1.25x ed impiegando l’otturatore elettronico, consente di raggiungere i 30fps per 29 JPEG o 17 RAW.

Il display orientabile presenta una diagonale di 3″ ed una risoluzione di 1.620.000 pixel. Valori in linea con le altre mirrorless in questa fascia di prezzo, sebbene pensiamo sia un peccato che Fujifilm non abbia riproposto lo strepitoso display da 3,5″ integrato qualche anno fa su X-A7 e X-T200.

Ad affiancare il display è disponibile un buon mirino elettronico da 0,39″ di diagonale e 2.360.000 punti di risoluzione, dotato di sensore di prossimità e regolazione delle diottrie.

Interessante la presenza di due ghiere, sulla parte superiore del corpo macchina, deputate al controllo diretto del tempo di posa e della compensazione dell’esposizione, che avvicinano la Fujifilm X-T30 II alle care vecchie fotocamere a pellicola.

Un’associazione, questa, rafforzata dall’estetica in evidente stile vintage, ma anche da alcune funzioni della macchina, che permettono di simulare l’utilizzo di particolari pellicole de passato.

Peso e dimensioni appaiono estremamente contenuti, soprattutto considerando la presenza di un sensore APS-C e del mirino elettronico: la Fujifilm X-T30 Mark 2 misura infatti solo 118 x 82 x 47mm per un peso di 378 grammi.

Nel complesso si tratta di un’ottima fotocamera a 360°, che può adattarsi a qualsiasi genere fotografico e regalare tante soddisfazioni sia lato foto che video.

L’ideale per chi magari ha già esperienza con una reflex e si sta affacciando adesso al mondo delle mirrorless, ma anche per chi parte da zero e vuole farlo con uno strumento che non ponga limiti alla sua crescita fotografica.


Sony A6700

La Sony A6700 è l’ultima arrivata – nonché il prodotto più evoluto – fra le mirrorless APS-C proposte dall’azienda. Questo modello va a sostituire la A6600, quattro anni più anziana, apportando numerose migliorie.

immagine Sony A6700

Si tratta di una macchina fotografia collocabile nella fascia media sia dal punto di vista delle prestazioni, sia del prezzo. In generale, il target di riferimento è quello dei fotografi che hanno già fatto un po’ di esperienza, magari con corpi meno impegnativi.

Concepita come da tradizione all’insegna della compattezza e della trasportabilità, la Sony Alpha 6700 racchiude in meno di mezzo chilo di peso un display touch da 3″ completamente articolato ed uno stabilizzatore in-body dall’efficacia dichiarata di ben 5 stop.

Questo significa che scattando in situazioni di scarsa luminosità oppure impiegando lunghezze focali molto elevate si limiterà notevolmente il rischio di ritrovarsi con fotografie mosse.

In Sintesi

  • Performance AF
  • Flessibilità
  • Compattezza
  • Mirino decentrato
Qualità d'Immagine
80%
Tecnologia e Funzioni
80%
Reattività
85%
Qualità/Prezzo
70%
Valutazione Generale

È anche presente un mirino elettronico di eccellente fattura, collocato purtroppo in posizione decentrata rispetto al retro della macchina il che, a giudizio di molti fotografi, ne rende talvolta l’utilizzo un po’ scomodo.

Tornando sul corpo macchina, del quale abbiamo già apprezzato la compattezza, sottolineiamo anche la presenza della tropicalizzazione, che rende la fotocamera resistente a pioggia, polvere, alti tassi di umidità e temperature estreme. Potrete dunque utilizzarla in qualsiasi condizione ambientale, nei limiti del ragionevole.

La Sony Alpha 6700 dispone di un rinnovato sensore da 26 megapixel, può riprendere filmati nel formato 4K e scattare ad una velocità di raffica fino a 11fps per un massimo di 59 immagini in formato RAW (o 1000 in formato JPEG compresse).

Si tratta a nostro giudizio di una fotocamera in grado di approcciarsi a qualsiasi genere fotografico ed a qualsiasi soggetto, ma sbilanciata soprattutto sul versante della fotografia d’azione e della ripresa di scene dinamiche.

Ambiti particolarmente congeniali alla Sony A6700 sono sicuramente la fotografia sportiva e la ripresa di uccelli od altri animali in libertà, associando magari la macchina ad un potente teleobiettivo.

In questi contesti, apprezzerete un autofocus che rasenta la perfezione nel riconoscimento e nell’inseguimento del soggetto, come risultato degli sforzi compiuti da Sony nel miglioramento degli algoritmi di AF.

Allo stesso modo, la Sony A6700 può essere impiegata con soddisfazione sia per la ripresa di filmati che di fotografie. Tuttavia, se siete orientati soprattutto verso l’ambito video, reputiamo che esistano opzioni più idonee, incluse alcune proposte da Sony stessa (come la ZV-E10).

Sony A6700

Sony A6700

  • Prestazioni eccezionali con un'autonomia estesa, autofocus di alta precisione e una gamma dinamica sorprendente
  • La tua compagna ideale per la fotografia e le riprese video in un design compatto e leggero
  • Registra video 4K straordinari con dettagli sorprendenti e condividi istantaneamente grazie alla connettività avanzata

Canon EOS R7

La Canon EOS R7 è stata, assieme alla più economica R10, la prima mirrorless APS-C con attacco RF presentata dall’azienda e – mettendo d’accordo pubblico e critica – si è subito imposta come una delle migliori fotocamere mirrorless esistenti sul mercato.

immagine Canon EOS R7

Possiamo collocare questo modello in una fascia semi-professionale o comunque piuttosto alta, che si rivolge a fotografi già abbastanza esperti alla ricerca di una fotocamera per utilizzi non generalisti.

Ancor più della Sony vista poc’anzi, la Canon EOS R7 è un prodotto evidentemente progettato su misura per la fotografia d’azione. Atleti impegnati in competizioni sportive, caccia fotografica e scene molto dinamiche in generale sono inequivocabilmente i soggetti più coerenti con le caratteristiche della fotocamera.

Il primo dato che balza all’occhio, consultandone le specifiche tecniche, riguarda infatti la massima velocità di raffica, pari a ben 30 scatti al secondo. Prestazioni da record, recentemente superate soltanto da alcuni corpi professionali, che garantiscono ottime possibilità di cogliere l’attimo perfetto.

In Sintesi

  • Reattività
  • Risoluzione
  • Stabilizzatore incorporato
  • Poche ottiche compatibili
Qualità d'Immagine
80%
Tecnologia e Funzioni
90%
Reattività
90%
Qualità/Prezzo
85%
Valutazione Generale

La Canon EOS R7, come la maggior parte dei modelli in questa fascia di prezzo, integra uno stabilizzatore d’immagine incorporato che migliora la nitidezza degli scatti eseguiti con poca luce e con focali importanti o (a seconda dei punti di vista) premette di risparmiare qualche stop di sensibilità ISO.

Il mirino elettronico centrale pecca un po’ di risoluzione, ma nel complesso si dimostra comodo performante, tanto da aver convinto anche qualche irriducibile nostalgico dei mirini ottici.

La Canon EOS R7 è dotata di tropicalizzazione, il che ne rende possibile l’impiego anche in condizioni climatiche sfavorevoli e, a conferma del target avanzato al quale si rivolge, dispone di un doppio slot di memoria, con entrambi gli alloggiamenti destinati a comuni schede SD.

La risoluzione del sensore è molto elevata, pari a ben 32 megapixel e forse anche a causa della notevole densità che ne consegue la fotocamera perde qualche punto sul piano della resistenza alle alte sensibilità (comunque non disastrosa).

D’altro canto, tale risoluzione rende possibile eseguire crop anche piuttosto spinti senza grossi sacrifici sul piano qualitativo. Il fatto che il sensore sia di tipo APS-C va a tutto vantaggio delle riprese dalla lunga distanza, considerando come il crop factor di 1.6x aumenti la portata dei teleobiettivi.

Ovviamente, la Canon EOS R7 può essere utilizzata, occasionalmente, anche per riprendere paesaggi, persone ed altri soggetti statici.

Tuttavia, se pensate di occuparvi soprattutto di soggetti di questo genere, vi consigliamo piuttosto di orientarvi su una full frame entry level (come la Canon EOS R8 o la Nikon Z5 che vedremo più avanti), dal prezzo simile e dalle caratteristiche più in linea con tali utilizzi.

Canon EOS R7

Canon EOS R7

  • Oltrepassa i limiti con R7, la forza della velocità e della precisione
  • Cattura istanti irripetibili con una raffica da brivido, sempre a fuoco
  • Metti in risalto la tua passione per l'azione e la natura, con risultati straordinari

Fujifilm X-T5

La nostra guida alle migliori fotocamere mirrorless prosegue con la Fujifilm X-T5, ultima erede della prestigiosa serie inaugurata nell’ormai lontano 2014 con la X-T1.

immagine Fujifilm X-T5

Anche questa macchina fotografica vanta prestazioni eccellenti rispetto alla fotografia d’azione, ma complessivamente può considerarsi un modello di vocazione generalista, che può sfornare risultati di alto livello in qualsiasi ambito.

Fra le principali specifiche tecniche spiccano la possibilità di registrare filmati – addirittura – in formato 6K e soprattutto la risoluzione di 40 megapixel del rinnovato sensore X-Trans, che avvicinano la Fujifilm X-T5 quasi ad una big megapixel.

Il sensore è di tipo APS-C ed interessato quindi da un crop factor di 1.5x, il che comporta una moltiplicazione della focale equivalente e favorisce gli scatti eseguiti dalla lunga distanza. Ciò agevola ovviamente le riprese di soggetti non avvicinabili come animali selvatici o atleti in gara ripresi con un teleobiettivo.

In Sintesi

  • Qualità sensore
  • Velocità operativa
  • Estetica
  • Prezzo elevato
Qualità d'Immagine
85%
Tecnologia e Funzioni
90%
Reattività
85%
Qualità/Prezzo
75%
Valutazione Generale

Per quel che riguarda la reattività, la macchina ben si presta a soggetti dal movimento rapido ed imprevedibile: la velocità di raffica raggiunge infatti i 15 scatti al secondo, per un massimo di 30 file in formato RAW o 119 in JPEG.

Ricorrendo ad una apposita modalità (che implica l’utilizzo dell’otturatore elettronico e l’applicazione di un ulteriore crop di circa 1.3x) è possibile salire fino a 20fps, velocità sufficiente pressoché per qualsiasi soggetto, casi specialistici a parte.

Lo strepitoso stabilizzatore d’immagine incorporato, che apporta un risparmio equivalente a ben 7 stop in termini di tempi, può dal canto suo rappresentare un aiuto determinante nella foto scattate a mano libera con poca luce.

Anche alcune funzionalità integrate nella fotocamera meritano una menzione particolare. Pensiamo ad esempio al focus stacking in camera ed al pixel shift, il quale permette di ricavare un’immagine da ben 160 megapixel mediante l’unione di più scatti (da assemblare comunque separatamente con software apposito).

Non possiamo non accennare, infine, alla bellezza del corpo macchina, che come da tradizione della linea X-T sfoggia un elegantissimo stile retro arricchito da tre ghiere di controllo: un vero piacere per gli occhi!

Al di là dell’aspetto estetico, la presenza delle ghiere fisiche (che regolano ISO, tempi e compensazione) alla quale si aggiunge quella presente sulla maggior parte degli obiettivi compatibili (per variare l’apertura) garantisce un controllo diretto e puntuale dell’esposizione, particolare spesso apprezzato dai fotografi evoluti.

Fujifilm X-T5

Fujifilm X-T5

  • Rivoluziona la tua fotografia con la Fujifilm X-T5, una mirrorless che unisce la tradizione di stile al potere dell'innovazione
  • Cattura dettagli straordinari con sensore X-TRANS da 40 milioni di pixel
  • Funzionalità avanzate per esplorare nuove frontiere creative

Nikon Z5

La Nikon Z5 è la prima macchina fotografica con sensore full frame che abbiamo inserito nella nostra guida alle migliori fotocamere mirrorless.

immagine Nikon Z5

In questo specifico sotto-segmento (nel suo complesso di natura avanzata), la fotocamera rappresenta una delle opzioni più economiche ed il suo principale punto di forza risiede proprio in un rapporto qualità prezzo elevatissimo.

Tale circostanza ha probabilmente favorito la transizione dei nikonisti ancora affezionati alle reflex verso il mondo mirrorless e, forse, anche la migrazione di qualche utente proveniente da altri marchi.

In effetti, a partire dalla sua uscita e per un periodo relativamente lungo, la Nikon Z5 ha costituito una delle pochissime mirrorless full frame di concezione economica ed in quanto tale una scelta quasi obbligata per le tasche di molti appassionati.

In Sintesi

  • Qualità d'Immagine
  • Stabilizzatore 5 Stop
  • Topicalizzata
  • Crop 4K
  • Raffica
Qualità d'Immagine
90%
Tecnologia e Funzioni
85%
Reattività
60%
Qualità/Prezzo
80%
Valutazione Generale

In seguito, altri marchi hanno proposto modelli dalle caratteristiche simili (come la Canon EOS R8 che vi presenteremo fra un attimo), ma la Nikon Z5 continua a spiccare – se non altro – per la presenza di optional inediti in questa fascia di prezzo.

Il grande pregio della macchina fotografica sta appunto nella presenza di un sensore full frame, il quale presenta i canonici 24 megapixel di risoluzione. Il pieno formato porta con sé una qualità d’immagine superiore, a parità di fattori, rispetto all’APS-C, consente una migliore gestione della profondità di campo e permette di valorizzare ottiche di qualità eccelsa (concepite appunto per questo formato).

A dispetto di un prezzo contenuto, la Nikon Z5 mette a disposizione uno stabilizzatore d’immagine incorporato che apporta un guadagno equivalente 5 stop di tempi e che, complice anche l’eccellente resistenza alle alte sensibilità, permette di scattare anche quando la luce ambiente è davvero poca.

La fotocamera presenta un corpo tropicalizzato, caratteristica normalmente riservata a modelli di fascia più alta, e può dunque essere utilizzata anche in condizioni climatiche avverse o sotto una leggera pioggia.

Altro plus per certi versi inaspettato è la presenza di due slot di memoria per la registrazione degli scatti, entrambi in grado di ospitare schede SD.

Contrariamente a molti dei modelli che abbiamo visto fino ad ora, la Nikon Z5 si adatta soprattutto alla ripresa di soggetti statici e presenta caratteristiche meno coerenti con la fotografia d’azione. La fotocamera rappresenta una scelta perfetta per paesaggi, ritratti, architettura, fotografia in studio e tutti quei generi che non prevedono un’estrema reattività.

La velocità di scatto in raffica proposta dalla Nikon Z5, che si ferma a sole 4,5 immagini al secondo, non è infatti paragonabile a quella sfoderata dalle macchine pensate per un utilizzo dinamico ed anche l’autofocus (benché più che sufficiente per situazioni statiche) mostrerebbe i suoi limiti nel caso di soggetti in rapido movimento.

Ovviamente sarà possibile occasionalmente realizzare foto sportive o naturalistiche, ma se questo fosse l’ambito di utilizzo principale, pensiamo che esistano opzioni più adatte. In particolare si potrebbe optare per una delle APS-C viste in precedenza (come la Canon EOS R7 o la Fujifilm X-T5) o, facendo un ulteriore sforzo, puntare ad una delle prossime full frame che analizzeremo.

Nikon Z5

Nikon Z5

  • Sensore CMOS di ultima generazione per immagini di alta qualità
  • Riduzione del rumore avanzata per risultati nitidi ad alti ISO
  • Mirino elettronico ampio per composizioni precise

Canon EOS R8

Continuiamo nella nostra panoramica delle migliori mirrorless sul mercato parlando della Canon EOS R8, una macchina fotografica per certi versi simile alle Nikon analizzata poc’anzi.

immagine Canon EOS R8

Anche la Canon EOS R8 vuole rappresentare una full frame entry-level e si rivolge soprattutto a chi ha già fatto esperienza con una APS-C e vuole adesso switchare a full frame o, magari, ai fotografi che fino ad ora hanno usato una reflex e desiderano migrare verso il nuovo sistema mirrorless.

La fotocamera, proposta ad un prezzo relativamente contenuto, rinuncia a gran parte degli optional riservati ai corpi più professionali, ma eredita da essi la quasi totalità delle caratteristiche e dei componenti chiave.

È infatti presente lo stesso sensore da 24 megapixel di risoluzione integrato nella più avanzata EOS R6 Mark II (che vedremo più avanti), modello col quale la R8 condivide sia le eccellenti prestazioni dell’autofocus che una qualità d’immagine elevatissima in qualsiasi circostanza, anche a sensibilità ISO elevate.

In Sintesi

  • Eccellente reattività
  • Qualità d'immagine
  • Versatilità
  • Autonomia
  • Non stabilizzata
Qualità d'Immagine
90%
Tecnologia e Funzioni
65%
Reattività
95%
Qualità/Prezzo
85%
Valutazione Generale

Soprattutto, la Canon EOS R8 è contraddistinta da una straordinaria velocità di raffica, che raggiunge la soglia di ben 40 scatti al secondo per un massimo di 56 immagini in formato RAW o 120 JPEG, ovviamente con otturatore elettronico.

Sfruttando la preraffica è possibile allungare il buffer di scatti in RAW fino a 158 immagini, mantenendo una velocità di 30fps, mentre ricorrendo all’otturatore meccanico ci si deve accontentare (si fa per dire) di 6fps, ma per un massimo di ben 1000 immagini.

Altro aspetto da lodare della macchina fotografica è la sua notevole compattezza, con un peso di soli 461 grammi (incluse batteria e scheda di memoria), che la rendono una compagna ideale durante escursioni, vacanze ed in generale occasioni nelle quali si deve contenere l’ingombro.

Come era prevedibile, la fotocamera non dispone di un secondo slot di memoria e, purtroppo, nemmeno di uno stabilizzatore in-body, optional ritenuto essenziale da molti utilizzatori ma che Canon in questo caso riserva alle opzioni più professionali (nella fattispecie la EOS R6 Mark II, come dicevamo).

Meno comprensibile, se non appunto al fine di contenere il peso, è la scelta di dotare la Canon EOS R8 di una batteria poco capiente, la LP-E17, che alimenta anche mirrorless di fascia bassa e reflex della precedente generazione, le quali sono però decisamente meno energivore.

Il risultato è che l’autonomia si attesta su appena 220-370 scatti (a seconda dell’impiego del display o del mirino) il che costringe quasi inevitabilmente all’acquisto di una o più batterie di scorta.

Chiudendo un occhio su questo punto, la Canon EOS R8 rimane indubbiamente una delle migliori mirrorless full frame con le quali si possa partire. Ad un prezzo comunque accessibile, la fotocamera nasconde un’anima da prodotto professionale e regala risultati di alto livello qualunque sia il genere fotografico di riferimento.

Canon EOS R8

Canon EOS R8

  • Scopri la libertà creativa con EOS R8, la potenza del full-frame
  • Esplora dettagli incredibili e colori vividi, in ogni scatto
  • Passa dall'osservare all'ispirare: crea storie che durano per sempre

Nikon Z6 II

Con la Nikon Z6 II saliamo ulteriormente di fascia ed entriamo nel terreno di competenza delle migliori mirrorless professionali.

immagine Nikon Z6 Mark II

La fotocamera integra un ottimo sensore full frame da 24 megapixel di risoluzione, caratterizzato da un’eccellente resistenza agli alti ISO, una perfetta riproduzione dei colori ed un’ampia gamma dinamica, pregi ereditati dalla precedente versione (la Z6 “Mark I” del 2018).

Le capacità di scatto in raffica si attestano sui 14 frame al secondo. Benché questi valori siano un po’ inferiori rispetto a quanto offerto da alcuni modelli concorrenti, è difficile immaginare casi in cui tale velocità possa risultare insufficiente, salvo utilizzi specialistici.

Più delicata la questione relativa alla messa a fuoco automatica: benché Nikon rimarchi di aver migliorato l’autofocus rispetto alla precedente versione, le sue prestazioni appaiono distanti da quelle mediamente offerte dalle moderne mirrorless nella stessa fascia di prezzo.

In Sintesi

  • Pulizia file
  • Ergonomia
  • Autofocus migliorabile
  • Display scomodo
Qualità d'Immagine
90%
Tecnologia e Funzioni
85%
Reattività
80%
Qualità/Prezzo
80%
Valutazione Generale

La fotocamera integra tutti gli optional che ci si potrebbero aspettare da un prodotto in questo segmento. È presente uno stabilizzatore d’immagine incorporato e sono previsti due slot di memoria, destinati rispettivamente a comuni schede SD e CFexpress Type B.

Il corpo macchina tropicalizzato si presenta solido e robusto ma non eccessivamente ingombrante (134mm x 100,5mm x 69,5mm per 705 grammi di peso), garantendo un eccellente compromesso fra trasportabilità ed ergonomia.

Nel complesso, la fotocamera offre quindi prestazioni piuttosto equilibrate, che consentono un utilizzo avanzato sia nel campo della fotografia d’azione che nella ripresa di soggetti statici. Da questo punto di vista si può intuire una certa continuità con alcune reflex di qualche anno fa, come la D750 ed, ancor di più, la D780.

Consigliamo pertanto la Nikon Z6 Mark II a tutti quei fotografi che hanno già fatto un po’ di esperienza e che non hanno uno specifico genere fotografico di riferimento, in cerca di uno strumento all-around in grado di sfornare risultati eccellenti in qualsiasi ambito.

Nikon Z6 Mark II

Nikon Z6 Mark II

  • Oltre la perfezione con Nikon Z6 Mark II, l'evoluzione della tua passione
  • Dettagli sorprendenti e prestazioni avanzate: cattura ogni momento con intensità
  • Espandi la tua creatività con una mirrorless che sfida i limiti

Canon EOS R6 II

La nostra guida alle migliori fotocamere mirrorles prosegue con la Canon EOS R6 Mark II, il rivoluzionario modello che ha sostituito la precedente “Mark I” del 2020.

immagine Canon EOS R6 Mark II

All’interno della gerarchia di mirrorless Canon, questa macchina fotografica si colloca un gradino al di sopra della EOS R8 (vista in precedenza) ed uno al di sotto della più spiccatamente professionale EOS R5 (non inclusa in questa classifica).

Qualche analogia (assonanza nel nome a parte) si può riscontrare anche con la Nikon Z6 Mark II vista un attimo fa. Rispetto alla Nikon, però, reputiamo che la Canon EOS R6 Mark II rientri in generale in un segmento più avanzato, come d’altronde la differenza di prezzo indica chiaramente.

Anche questa fotocamera non nasconde una vocazione principalmente generalista ed è in grado di offrire prestazioni di altissimo livello in un’ampia gamma di situazioni, che includono sia la ripresa di soggetti statici e scene controllate che delle situazioni più dinamiche.

In Sintesi

  • Versatilità
  • Velocità operativa
  • Qualità sensore
  • Costruzione non impeccabile
Qualità d'Immagine
90%
Tecnologia e Funzioni
90%
Reattività
100%
Qualità/Prezzo
80%
Valutazione Generale

È tuttavia proprio rispetto a questo secondo ambito di utilizzo che la Canon EOS R6 Mark II dà indubbiamente il meglio di sé, grazie ad una velocità operativa strabiliante.

La fotocamera è infatti in grado di scattare ad una raffica di ben 40 immagini al secondo, per un massimo di 75 RAW o 190 JPEG. Scendendo a 30 fps (frequenza comunque elevatissima) e ricorrendo alla preraffica è anche possibile ampliare il buffer fino a 191 immagini in formato RAW.

Non meno performante è l’autofocus, in grado di agganciare un soggetto e “non lasciarlo più” anche nelle condizioni più complesse. Il nuovo algoritmo messo a punto da Canon è in grado di riconoscere e mettere a fuoco all’istante persone, svariati animali (domestici o selvatici) e mezzi di trasporto, garantendo standard di affidabilità professionali.

Il sensore full frame da 24 megapixel è contraddistinto da un’ampia gamma dinamica e da una tenuta eccellente alle alte sensibilità ISO. Nel passaggio da R6 ad R6 Mark II è stato ridotto il tempo di readout, limitando così il fastidioso problema degli artefatti dovuti al rolling shutter quando si utilizza l’otturatore elettronico.

La fotocamera presenta un corpo tropicalizzato e particolarmente compatto, con dimensioni di appena 138,4mm x 98,4mm x 88,4mm ed un peso di soli 670 grammi. Lo straordinario stabilizzatore d’immagine incorporato raggiunge un guadagno equivalente a ben 8 stop, utilizzando lenti native a loro volta stabilizzate.

In definitiva, consideriamo la Canon EOS R6 Mark II una mirrorless perfettamente riuscita che può offrire prestazioni professionali a prescindere dall’ambito di utilizzo.

Un modello perfetto per chi ha già fatto esperienza con una reflex full frame o con una fotocamera di fascia più bassa e desidera rinnovare il proprio corredo facendo un salto di qualità significativo.

Canon EOS R6 Mark II

Canon EOS R6 Mark II

  • Affronta ogni sfida con la potenza di Canon EOS R6 Mark II, il tuo strumento di eccellenza
  • Dettagli senza compromessi, colori vibranti: cattura l'essenza di ogni momento
  • Lascia un'impronta indelebile con scatti straordinari che superano ogni aspettativa

Sony A7 IV

Chiudiamo la nostra guida alle migliori fotocamere mirrorless con la Sony A7 IV, un’altra fra le macchine fotografiche più popolari presenti sul mercato, erede di una linea di prodotti che – possiamo dirlo – ha fatto la storia delle mirrorless.

immagine Sony A7 IV

Questa fotocamera è concepita per offrire il massimo sia per quanto riguarda l’ambito fotografico che quello video e proprio la sua natura di strumento ibrido ne rappresenta la caratteristica più apprezzata.

Rispetto alla precedente versione (la Mark III del 2018) è stato profondamente rinnovato il sensore, ovviamente di tipo full frame, adesso dotato di una elevata risoluzione di 33 megapixel. Nella ripresa dei filmati, la fotocamera supporta il formato 4K fino a 60fps, benché a tale frequenza applichi un importante crop all’inquadratura.

La qualità dei file, in tutte le sue declinazioni, può dirsi uno dei principali punti di forza della macchina fotografica, così come l’ampia gamma dinamica che riduce il rischio di esposizioni irreparabili.

In Sintesi

  • Qualità sensore
  • Compattezza
  • Raffica limitata
  • Prezzo impegativo
Qualità d'Immagine
95%
Tecnologia e Funzioni
85%
Reattività
75%
Qualità/Prezzo
75%
Valutazione Generale

Purtroppo, non si è invece intervenuti in maniera sufficientemente efficace sul tempo di readout del sensore, problema che interessava già i modelli precedenti della stessa serie. Per questo motivo, riprendendo con otturatore elettronico soggetti in rapidissimo movimento è possibile incorrere in spiacevoli deformazioni dell’immagine dovute al rolling shutter.

Altro punto sicuramente migliorabile è lo stabilizzatore d’immagine incorporato che, seppur presente (ma questo vogliamo darlo per scontato su una fotocamera del genere), non si dimostra altrettanto performante di quello a disposizione dei modelli concorrenti.

Rispetto alla ripresa di immagini in rapida successione, la Sony A7 IV si ferma ad una raffica di 10 fps, ben al di sotto di quanto offerto dalle fotocamere sportive (ed anche da alcuni modelli generalisti visti in precedenza).

Da sottolineare però che tale velocità viene mantenuta per un lunghissimo buffer, che supera addirittura le 1000 immagini in formato RAW. Viene da sé che, a seconda dell’utilizzo, questo potrebbe rappresentare un vantaggio ben più gradito del frame rate.

La fotocamera, come molti modelli nella stessa fascia di prezzo, è dotata di due slot di memoria, in questo caso in grado di accogliere il primo comuni schede SD e l’altro le CFExpress type A.

Il corpo macchina tropicalizzato si dimostra compatto e piuttosto leggero, con un peso di circa 650 grammi, ma può vantare una sorprendente ergonomia.

Sony A7 IV

Sony A7 IV

  • Scatta immagini di altissima qualità e registra video 4K eccezionali con questa fotocamera che unisce potenza e versatilità in un corpo compatto
  • L'autofocus avanzato, la stabilizzazione integrata e la versatilità nella registrazione video rendono questa fotocamera ideale per i professionisti
  • Esplora nuovi orizzonti creativi grazie a una straordinaria risoluzione che cattura dettagli ricchi e vividi

15 commenti su “Migliori Fotocamere Mirrorless”

  1. Ciao,
    stavo cercando una macchina fotografica soprattutto x fare video, cosa mi consigliate di prendere senza dover spendere una fortuna?

    Rispondi
  2. Ciao!
    Vorrei comprare una fotocamera ( max 1500€), ma ho dei dubbi tra una mirror less (Panasonic G90) e una bridge (Panasonic Fz 2000).
    Tenete presente che sono un principiante che ama fare tante foto ( paesaggistiche e media distanza) durante i viaggi o le passeggiate in montagna.
    Non mi piace avere niente di ingombrante, voglio essere libero di muovermi, vorrei che la durata della batteria durasse diverse ore, a volte mi piace fare delle foto con zoom.
    Potete darmi dei consigli per favore?
    Grazie!

    Rispondi
    • Ciao Michele, grazie di averci contattati.
      Fra le due fotocamere, la Panasonic G90 è preferibile quasi sotto ogni aspetto: puoi iniziare tranquillamente ad usarla anche senza alcuna esperienza in modalità automatica e poi passare ai controlli manuali quando sarai più sicuro. La qualità d’immagine è sicuramente più elevata ed il peso probabilmente inferiore (dipende dall’obiettivo che le assocerai).
      L’obiettivo di base 12-60mm dovrebbe essere sufficiente per le situazioni più comuni, durante viaggi ed escursioni. Più avanti potrai aggiungere un grandangolo più spinto o un teleobiettivo, a seconda del genere di foto che più ti interessa scattare.
      La FZ2000 è anch’essa un’ottima macchina, sia chiaro, ma è consigliabile soltanto se ti interessa uno zoom estremamente spinto e per averlo sei disposto a sacrificare compattezza e qualità d’immagine.
      Per quanto riguarda la durata delle batterie, il consiglio è quello di comprarne almeno una aggiuntiva: l’autonomia è notoriamente una delle note dolenti delle mirrorless.

      Rispondi
      • Grazie mille per la vostra risposta!
        Probabilmente opteró le la G90 visto che la Panasonic FZ 2000 è impossibile trovarla.
        Buona giornata

        Rispondi
  3. Buongiorno, vorrei acquistare una fotocamera causa rottura della mia precedente canon eos350D, di cui ho uno zoom canon EFS 55-250. Cosa fare? Cambiare completamente o cercare di tener buono lo zoom 55-250? Così, dopo un po’ di vagare ho selezionato quattro modelli diversi: Canon eos 2000D; Canon eos 800D per rimanre su Canon (a proposito il mio zoom posso abbinarlo alle due canon?); una mirror less della Sony a6000 trovata in offerta con kit obiettivi 18-50 e 55-210; una bridge Sony RX10 MARK III, trovata anch’essa in offerta. Principalmente fotografo insetti e fiori e altri animali selvatici. Cosa mi consigliate? Grazie

    Rispondi
    • Ciao Fausto,
      Innanzitutto ti confermiamo che il tuo 55-250mm è compatibile con le due reflex Canon che hai menzionato e, se ti trovavi bene con questa tipologia di fotocamere, passare ad una 2000D o 800D ci sembra la soluzione più lineare. Conosciamo bene la piccola EOS 350D: una bella fotocamera a suo tempo, ma la 2000D e soprattutto la 800D sono anni luce avanti, in confronto.
      Se sceglierai di passare a mirrorless, invece, dovrai inevitabilmente sacrificare l’obiettivo. In questo caso, più che la Sony A6000 (un po’ vecchiotta, oramai) potresti valutare la nuova Fujifilm X-A7, una fotocamera validissima e venduta ad un prezzo più che onesto.
      La RX100 M3, dal canto suo, è una delle migliori bridge oggi esistenti, ma il fatto di avere un obiettivo non intercambiabile potrebbe essere un po’ limitante per chi è abituato ad una reflex. Te la consigliamo solo se hai bisogno di un’escursione focale eccezionale racchiusa in un unico strumento.

      Rispondi
  4. ciao, sono patrizia, ho prenotato la mirroless sony A7 IV, INSIEME AL KIT STANDARD CHE è UN OBIETTIVO 28-70 F/4. mi sono documentata sugli altri obiettivi e ho visto che sono molto cari. volevo sapere se siete a conoscenza di obiettivi compatibili con questa nuova macchina. Più che altro m’interesserebbe un grand’angolo luminoso e un tuttofare un pò più spinto, naturalmente se luminoso meglio, anche se capisco che i prezzi lievitano

    Rispondi
    • Ciao Patrizia, grazie di averci scritto.
      La Sony A7IV è un prodotto professionale e per essere sfruttata al meglio necessita di lenti di una certa qualità. Vediamo alcuni obiettivi che potrebbero adattarsi alle tue esigenze, senza un esborso eccessivo.
      Per quanto riguarda il grandangolo, potresti pensare al Tamron 17-28mm f/2,8 Di III RXD, che fra l’altro è anche piuttosto luminoso.
      Se vuoi qualcosa di più spinto dal punto di vista della focale (nonché di più economico) e non ti spaventa l’idea di scattare in manual focus, merita di essere preso in considerazione anche il Samyang 14mm f/2,8, che ha un eccellente rapporto qualità/prestazioni/prezzo.
      Passando al tuttofare (un genere di ottica che poco si addice ad una fotocamera di questo calibro) non esistono in effetti molte possibilità. Un’idea potrebbe essere quella di sostituire il tuo 28-70 con il più evoluto e più versatile Sony 24-105G f/4, che offre una focale massima un po’ più lunga ed una qualità generale superiore.
      Esistono anche obiettivi “superzoom” veri e propri, come il Sony 24-240mm o il Tamron 28-200mm, ma in questo caso bisognerebbe scendere ad evidenti compromessi sul piano della qualità di immagine.
      Ti consigliamo comunque di dare un’occhiata alla sezione del nostro sito dedicata agli obiettivi per fotocamere Sony, per avere qualche altro spunto.
      Speriamo di esserti stati d’aiuto. Buona luce!

      Rispondi
  5. Buongiorno a tutti, prima di tutto complimenti per queste incredibili guide introduttive.
    Mi sono divorato sia quella sulle ibride che quella sulle senza specchio, finalmente riuscendo a capire il senso delle due categorie. Il problema è che a volte più si sa più aumentano i dubbi ?, e mi trovo quindi ora di fronte a un dilemma.
    Con un budget intorno agli 800-1000 euro, che potrei stiracchiare fino a 1200 se il salto di prestazioni fosse epico, mi trovo combattuto tra scegliere una ibrida di fascia alta (tipo fz2000 o g3x) o una senza specchio media (tipo eos m50, fujifilm x-t30 II o eos m6 mark II).
    Il punto è che da un lato, pur partendo da quasi zero, mi sto appassionando tramite la lumix dc-fz82 (di mia figlia) alle parti più creative degli scatti, e mi piacerebbe moltissimo sperimentare gli estremi di diaframma, tempi di scatto, ecc. sia in piena libertà di luce e di regolazioni che su un sensore di qualità, senza quindi i limiti delle ibride.
    Dall’altro però, puntando alla fine a poter scattare principalmente durante traversate e escursioni di più giorni in assetto leggero, non ho certo intenzione di portarmi dietro un set di obiettivi intercambiabili e mi sarebbe quindi vitale la flessibilità di una ibrida.
    Aggiungo poi che i soggetti sarebbero panorami e natura senza esagerazioni (400-600mm?) e che le funzioni video per me sono marginali.
    Che fare???
    Grazie in anticipo,

    Michele

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    • Ciao Michele e grazie di averci scritto.
      Entrambe le bridge che hai menzionato sono ottime macchine e contrariamente alla maggior parte delle fotocamere ad obiettivo integrato concedono in effetti una qualche libertà nella gestione dell’esposizione.
      Tuttavia, i pieni controlli manuali (aspetto che per te ci sembra essere prioritario) sono una prerogativa di reflex e mirrorless; se ti addentrerai nel mondo della fotografia, prima o poi prodotti di questo tipo inizieranno a starti stretti e sentirai sicuramente l’esigenza di una macchina ad obiettivo intercambiabile.
      Una mirrorless come la Fujifilm X-T30 II da te citata, associata ad un obiettivo base, di per sé ti offrirà inizialmente meno flessibilità per quel che riguarda la focale: non potrai inquadrare un paesaggio ed un attimo dopo una marmotta in lontananza.
      Però, sin da subito potrai gestire a tuo piacimento l’esposizione e la profondità di campo, potrai ottenere qualsiasi effetto creativo senza davvero alcun vincolo da parte della fotocamera. Inoltre, beneficeresti di una qualità d’immagine sensibilmente più elevata.
      Di solito, dopo aver fatto un po’ di pratica con l’obiettivo standard, si riesce meglio ad individuare altre ottiche che possano completare il proprio corredo. Nel tuo caso, potresti prendere in considerazione il Fujifilm 50-230mm (che arriva a circa 340mm equivalenti).
      Al di là di questo, vogliamo precisare che anche usando una mirrorless si ha la possibilità di usare un unico obiettivo “pronto a tutto”, ossia un superzoom. Fra i modelli compatibili con le Fujifilm si parla molto bene del Tamron 18-300 (circa 24-450mm equivalenti).
      In questo caso non avresti problemi di versatilità, possiederesti una soluzione all-in-one e rimarresti comunque entro un peso ragionevole (circa 1Kg fra macchina ed obiettivo, ad occhio e croce).

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      • Grazie mille! Seguendo la vostra dritta e cercando un po’ mi sembra che forse la soluzione migliore sia una X-T30 II con l’XF18-55 R LM OIS kit (oggi a 1.168 euro), che se ho capito bene equivale a un 28-80mm. Flessibile e probabilmente più che sufficiente anche per qualche soggetto naturalistico non esagerato. E nel remoto futuro magari un Fujifilm XF 18-135mm…

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        • Ciao Michele,
          scusa innanzitutto per il ritardo nella risposta.
          Sì, la soluzione da te menzionata sembra eccellente; l’obiettivo in questione è sufficiente per la maggior parte dei soggetti e potrai sin dall’inizio toglierti diverse soddisfazioni.
          In futuro vorrai probabilmente associarlo ad un’altra lente come un tele o un superzoom (vedi commento precedente) e/o magari un grandangolo più spinto. Prima di ulteriori acquisti, comunque, ti consigliamo di fare un po’ di pratica con l’obiettivo in kit, così da poterti misurare con le tue effettive esigenze e capire meglio di cosa hai realmente bisogno.
          Se hai altri dubbi non esitare a chiedere. Buon divertimento! ?

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  6. Buongiorno,
    In seguito al furto della mia reflex Canon mi sono imbattuto nel vostro sito e vi ringrazio per le info trovate. In famiglia abbiamo Canon da 3 generazione e sarei orientato sulla mirrorless R50. Il dubbio, avendo un budget di c.ca 1.000 euro, è se optare per il kit con RF-S 18-150 f/3,5-6,3 oppure con RF-S 18-45 + RF-S 55-210 .
    Fotografo essenzialmente in vacanza dalle città d’arte ai paesaggi, spesso viaggio in moto e ho in programma un safari in Africa (ma per l’occasione potrei acquistare un’ottica specifica).
    Grazie
    Paolo

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    • Ciao Paolo,
      per le tue esigenze forse sarebbe sufficiente il kit con solo l’RF 18-150mm, che già di per sé garantisce una buona versatilità, soprattutto se per applicazioni specifiche (come il safari) hai già messo in conto di acquistare un’ottica su misura.
      Il kit con doppio obiettivo sarebbe nel complesso un po’ più flessibile ma ti costringerebbe quasi sempre a portare con te entrambi gli obiettivi, il che forse non è molto pratico se ti sposti in moto.
      Ciao e buone foto!

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