Mirrorless Fujifilm: modelli e guida
Le mirrorless Fujifilm sono apprezzate per ergonomia, controlli manuali e simulazioni pellicola, oltre che per un’affascinante estetica che ne definisce la personalità. Qui puoi confrontare i principali modelli disponibili sul mercato, dalle fotocamere entry-level generaliste ai corpi macchina strettamente professionali.
Guida Introduttiva alle mirrorless Fujifilm
Da oltre 90 anni, Fujifilm rientra fra i nomi più prestigiosi legati al mondo della fotografia, grazie dapprima alle sue celebri pellicole ed in seguito alla produzione di macchine fotografiche ed obiettivi.
Anche in occasione dell’ultima grande svolta del mercato, ossia l’introduzione delle fotocamere mirrorless, l’azienda non si è lasciata cogliere impreparata e con la fortunata X-Pro1 del 2012 è stata fra i pionieri in questo segmento.
Da allora, anno dopo anno, Fujifilm ha continuato a stupire con prodotti innovativi (se non rivoluzionari) che lasciano sempre trapelare la grande personalità che contraddistingue il marchio, con una grande attenzione rivolta all’estetica ed al design.
Molti modelli mantengono uno squisito stile vintage che rievoca quello delle macchine analogiche e, benché si tratti di strumenti fotografici avanzatissimi, potrebbero essere facilmente scambiati dai non addetti ai lavori per preziosi pezzi d’antiquariato. Un richiamo al passato che, per alcune macchine fotografiche, coinvolge anche l’utilizzo, con la gestione dell’esposizione affidata a ghiere meccaniche invece che a controlli digitali.
Sotto al cofano, una peculiarità delle mirrorless Fujifilm (sebbene non tutte) è l’adozione di un sensore X-Trans, dalla matrice di pixel diversa da quella del classico Bayer. Una soluzione che riduce drasticamente l’insorgenza dell’effetto moiré e che sembra offrire, in generale una migliore qualità d’immagine.
Altra peculiarità di Fujifilm, forse più sottile, riguarda la segmentazione dell’offerta. Produttori come Canon, Nikon e Sony ci hanno abituato ad una netta suddivisione delle fotocamere in base al sensore in esse integrato: da un lato ci sono le APS-C (generalmente più economiche, intese soprattutto per i principianti) e dall’altro le full frame (pensate per fotografi esperti e professionisti).
Dal canto loro, le mirrorless Fujifilm rinunciano del tutto al sistema full frame, passando direttamente dalle APS-C (attacco ‘X‘) all’ultra-professionale medio formato (attacco ‘GF‘).
La maggior parte dell’offerta si concentra proprio sul sistema APS-C che, nel caso di Fujifilm, comprende anche mirrorless avanzatissime, perfettamente coerenti con un utilizzo professionale. È opinione condivisa che il sistema APS-C di Fujifilm sia attualmente quello più completo ed evoluto esistente.
In generale, il baricentro della produzione di mirrorless Fujifilm si colloca più in alto rispetto alla maggior parte delle altre aziende, con i modelli concepiti per i neofiti ridotti ad una parte marginale dell’offerta ed un ampio ventaglio di prodotti destinati invece ad appassionati più esperti.
Mirrorless Fujifilm economiche: i modelli per iniziare
Le mirrorless Fujifilm per principianti oggi disponibili sul mercato sono sostanzialmente quattro: la Fujifilm X-M5, la Fujifilm X-T30 III, la Fujifilm X-E5 e la Fujifilm X-T50.
Si tratta di modelli adatti a chi è alla propria prima esperienza con una fotocamera ad obiettivo intercambiabile, ma rispetto alle classiche entry-level proposte da altri marchi si tratta di prodotti in generale un po’ più avanzati, che potranno certamente dare soddisfazioni anche a fotografi un po’ più esperti.
Delle quattro fotocamere menzionate, la Fujifilm X-M5 e la Fujifilm X-T30 III sono le più economiche e presentano caratteristiche chiave simili fra loro: sensore APS-C da 26 megapixel ed una raffica di 20fps utilissima se pensate di fotografare animali o scene in rapida evoluzione.
La Fujifilm X-M5 è però più rivolta all’ambito video: supporta il formato 6.2K a 24 fps e il 4K a 60 fps, con apposite modalità dedicate ai content creator, doppio microfono integrato ed ingresso per microfono esterno. D’altro canto non dispone di un mirino ottico né di un flash incorporato, componenti più coerenti con un un utilizzo fotografico.
La Fujifilm X-T30 III è invece pensata per la fotografia pura: prevede un buon mirino centrale ed il flash, nonché le classiche ghiere fisiche deputate al controllo di tempi e compensazione dell’esposizione, che si affiancano a quella delle simulazioni pellicola (un’esclusiva Fujifilm).
Gli altri due modelli menzionati, Fujifilm X-E5 e Fujifilm X-T50, sono più completi e condividono anch’essi, fra loro, molte caratteristiche sovrapponibili. Entrambe le fotocamere sono dotate di un sensore più avanzato, un APS-C da ben 40 megapixel, e raggiungono una raffica di 13fps, non estrema ma adatta comunque anche a soggetti reattivi. Tutti e due i modelli integrano uno stabilizzatore incorporato che compensa fino a 7 stop di tempi, garantendo immagini perfettamente nitide anche scattando con poca luce o con potenti teleobiettivi.
Le differenze fra le due riguardano soprattutto la costruzione e l’ergonomia. La Fujifilm X-E5 è un po’ più compatta, ha linee più regolari ed un mirino decentrato, con meno comandi fisici ed un’impugnatura appena abbozzata.
Dal canto suo, la Fujifilm X-T50 è un po’ più voluminosa, presenta più controlli fisici ed un’impugnatura più pronunciata che permette una migliore presa. La fotocamera è inoltre tropicalizzata e può dunque essere usata anche in caso di pioggia, polvere e condizioni atmosferiche sfavorevoli.
Mirrorless Fujifilm avanzate: X-T5 e serie X-T
La prestigiosa serie X-T rappresenta il fiore all’occhiello delle mirrorless Fujifilm. L’ultima macchina fotografica entrata a far parte di questa linea è la Fujifilm X-T5, che nel 2022 ha sostituito la precedente X-T4, mentre la capostipite X-T1 risale al 2014.
Le fotocamere della serie X-T sono quelle che più di tutte fanno sfoggio della preziosa estetica dal sapore spiccatamente vintage divenuto il marchio di fabbrica dell’azienda.
La Fujifilm X-T5 (come le versioni precedenti) è datata di tre imponenti ghiere meccaniche che controllano tempi di scatto, sensibilità ISO e compensazione dell’esposizione, con la gestione del diaframma lasciata all’ulteriore ghiera presente sulla maggior parte degli obiettivi Fujinon.
Non sono quindi previste le modalità di scatto P-S-A-M comuni alla maggior parte delle fotocamere di altri brand, consentendo un controllo ancora più diretto dell’esposizione e rendendo l’esperienza di scatto ancora più coinvolgente.
Non si tratta di un dettaglio, ma di un aspetto determinante: i fotografi che scelgono la Fujifilm X-T5 o un modello precedente della serie X-T lo fanno in primo luogo proprio perché trovano questo assetto coerente con il proprio stile fotografico, sul piano estetico e funzionale.
Ciò è ancora più vero da quando Fujifilm ha introdotto le fotocamere della nuova linea X-H, che (come vedremo) offrono prestazioni simili, ma un approccio alla fotografia più familiare a chi proviene da altri brand.
La Fujifilm X-T5 è dotata di un eccellente sensore X-Trans da 40 megapixel (lo stesso integrato anche sulla X-H2 e più recentemente su altri modelli). Nonostante l’elevata densità di pixel, la fotocamera è in grado di offrire una qualità d’immagine impeccabile, se affiancata ad obiettivi di buona qualità.
Molti passi avanti sono stati fatti riguardo le prestazioni dell’autofocus, considerato uno dei punti meno convincenti della precedente X-T4 ed, in generale, uno dei più discussi talloni d’Achille dei prodotti Fuji, prima di questo salto generazionale.
Da questo punto di vista, la fotocamera riesce ad essere competitiva anche in un contesto avanzato, per quanto non eguagli le performance dei corpi Canon e Sony di pari fascia.
La velocità di scatto in raffica (che inevitabilmente risente dell’elevata risoluzione) si attesta su 15fps per un massimo di 163 Jpeg o 29 Raw in compressione loseless: valori inferiori alle macchine di concezione puramente ‘sportiva’ ma che possono comunque permettere di ottenere buoni risultati nella ripresa di soggetti in movimento.
Per quanto riguarda i filmati, la Fujifilm X-T5 è supporta il formato 6.2K (risoluzione di 6240 x 3510px) ed in generale può offrire sicuramente delle ottime performance. Si tratta ad ogni modo di una macchina dichiaratamente concepita per scattare fotografie e se le riprese video sono il vostro ambito di utilizzo prevalente, le fotocamere della linea X-H (che vedremo fra un attimo) si rivelano più adatte allo scopo.
Mirrorless Fujifilm avanzate: la serie X-H
La serie di mirrorless Fujifilm X-H comprende due diversi modelli, fra loro in un certo senso complementari: la Fujifilm X-H2 e la Fujifilm X-H2S.
Queste due macchine fotografiche potrebbero essere considerate leggermente superiori alla X-T5 ma questa distanza, comunque ridotta, può diventare del tutto irrilevante a seconda dell’ambito di utilizzo.
In realtà, prima ancora che nelle specifiche tecniche, la grande differenza fra la linea X-T e la linea X-H, risiede nello stile, nelle modalità di utilizzo e nell’esperienza di scatto che ne deriva. Se la serie X-T è caratterizzata da un layout di comandi di ispirazione analogica, le fotocamere della linea X-H si presentano invece come macchine di concezione moderna.
Le tre ghiere separate per tempi, iso e compensazione sono sostituite dalla classica ghiera delle modalità di scatto P-S-A-M, favorendo l’immediatezza nell’utilizzo per chi proviene da macchine fotografiche di altri brand.
Il corpo delle fotocamere (i due modelli sono esteticamente quasi identici) è più robusto e voluminoso, presenta linee più regolari e prevede sulla parte superiore un display supplementare (optional rarissimo fra le mirrorless).
Passando invece alle specifiche tecniche vere e proprie, la Fujifilm X-H2 è – delle due X-H – quella che più si avvicina alla X-T5, sia per quel che riguarda le prestazioni che il prezzo.
Dispone dello stesso sensore da 40 megapixel e permette di scattare ad una raffica simile (13fps anziché 15 ma con un buffer molto più elevato, superiore ai 1000 scatti). Una macchina quindi di concezione generalista ma probabilmente un po’ più sbilanciata verso i paesaggi ed i soggetti statici.
Eccellenti sono le performance lato video: la Fujifilm X-H2 mette a disposizione – addirittura – il formato 8K, vero e proprio record per una fotocamera APS-C.
La Fujifilm X-H2S, al contrario, è una fotocamera di vocazione chiaramente sportiva che dà il meglio di sé nella fotografia d’azione e nella ripresa di scene dinamiche.
La sua caratteristica fondamentale è una velocità di raffica di 40 fps che la rese, al momento della sua introduzione, la mirrorless più performante sul mercato. Tale velocità rimane disponibile per un numero di scatti abbastanza elevato, ossia 184 immagini in formato Jpeg o 170 in formato Raw. È comunque possibile scendere a 30fps (più che sufficienti praticamente per qualsiasi utilizzo) e beneficiare di un buffer illimitato in Jpeg o a 20fps per un buffer illimitato in Raw.
A rendere possibile una simile reattività – e qui veniamo al secondo punto di forza della Fujifilm X-H2S – è anche il nuovo sensore stacked X-Trans da 26 megapixel. Benché la risoluzione sia la stessa di quella offerta da alcuni modelli più economici, si tratta di un componente diverso, tecnologicamente molto più avanzato e caratterizzato da una velocità di lettura rapidissima.
Ciò comporta una forte riduzione – se non un sostanziale annullamento – del fastidioso problema degli artefatti dovuti al rolling shutter, che spesso penalizzano le riprese di soggetti in rapidissimo movimento, come anche i filmati.
Proprio questa circostanza rende la Fujifilm X-H2S un’eccellente scelta, oltre che per la fotografia, anche per le riprese video, rispetto alle quali mette a disposizione il formato 6.2K e, soprattutto, il 4K a 120fps.
Mirrorless Fujifilm professionali: sistema GFX medio formato
Al vertice della gamma di mirrorless Fujifilm spiccano i corpi ultra-professionali dotati di sensore medio formato del sistema GFX. I modelli più recenti di questa serie sono la Fujifilm GFX50S II, la Fujifilm GFX100S II e la Fujifilm GFX100 II.
Si tratta di macchine fotografiche di fascia altissima, che comportano naturalmente un esborso considerevole. Tuttavia, sottolineiamo come il sistema medio formato Fujifilm, rispetto alle (non molte) alternative presenti sul mercato sia in generale più abbordabile, sia per quel che riguarda i corpi che gli obiettivi.
Il grande pregio di queste fotocamere risiede proprio nel sensore che equipaggiano. Il medio formato Fujifilm presenta un rapporto fra i lati di 4:3 (e non 3:2 come l’APS-C o il full frame) e dimensioni fisiche di 43,8mm x 32,9mm che determinano un crop factor di circa 0,8x (0,79, per l’esattezza).
Questo significa che gli obiettivi presenteranno una focale equivalente inferiore a quella nominale, esattamente all’opposto di quanto avviene usando macchine APS-C o con sensori ancora più piccoli. Facciamo qualche esempio, considerando alcune ottiche realmente disponibili per tale sistema:
- il GF 63mm f/2.8 R WR si comporterà come un classico 50mm su full frame
- il GF 23mm f/4 R LM WR equivarrà ad un ultra-grandangolare da 18mm
- il GF 250mm f/4 R LM OIS WR presenterà una focale equivalente di circa 200mm.
Un sensore più ampio porta con sé la possibilità di offrire una risoluzione superiore senza alcuna ripercussione negativa sul piano della definizione. Difatti, le tre fotocamere del sistema GFX presentano risoluzioni di ben 51 megapixel (la Fujifilm GFX50S II) e addirittura 102 megapixel (le GFX100S II e GFX100 II).
Ciò consente di ricavare una quantità di dettagli enorme e praticamente la migliore qualità d’immagine attualmente raggiungibile attraverso uno strumento fotografico.
Sensore a parte, queste macchine fotografiche non vantano caratteristiche di spicco, rispetto alle APS-C di fascia alta ed anzi presentano qualche limite sul piano della reattività, come facilmente prevedibile considerando le dimensioni dei file che si ritrovano a gestire.
Si tratta dunque di strumenti pensati soprattutto per soggetti statici e destinati a fotografi paesaggisti, ritrattisti e di moda, o per quelli impegnati in fotografia di prodotti e food.
Detto ciò, la più avanzata delle tre fotocamere appartenenti a questo sistema, la Fujifilm GFX100 II, può vantare performance di tutto rispetto persino nelle riprese dinamiche, con una raffica di 8fps per un buffer superiore ai 300 Raw, sufficienti per buona parte dei soggetti in movimento.
Obiettivi per mirrorless Fujifilm
Chiudiamo la nostra guida alle mirrorless Fujifilm spendendo due parole sugli obiettivi compatibili con queste macchine fotografiche.
Come detto in precedenza, le fotocamere prodotte dall’azienda appartengono a due sistemi differenti, a seconda del sensore che integrano: la maggior parte di esse fa parte del sistema APS-C mentre alcuni modelli di fascia molto alta (gli ultimi dei quali abbiamo parlato) rientrano nel sistema medio formato.
Ognuno di questi due sistemi è associato ad uno specifico attacco per gli obiettivi, condiviso con tutte le macchine fotografiche appartenenti al medesimo sistema: le APS-C sono dotate di attacco Fujifilm X, mentre le medio formato di attacco Fujifilm GF.
Qualsiasi obiettivo, se compatibile con una fotocamera, lo sarà anche con tutte le altre fotocamere appartenenti allo stesso sistema.
Delle ottiche con attacco GF, per il medio formato, abbiamo accennato in precedenza, spiegando come comportino un crop factor di circa 0.8x rispetto alla focale nominale. Non vogliamo spingerci oltre, dato che si tratta appunto di un sistema di nicchia, probabilmente di scarso interesse per i nostri lettori.
Concentriamoci piuttosto sul sistema X, che comprende il grosso delle fotocamere e degli obiettivi Fujifilm oggi in produzione.
Il sensore APS-C Fujifilm misura 23,5mm x 15,6mm, il che che comporta un crop factor di 1,5x rispetto al sensore full frame.
Esattamente come avviene usando fotocamere Nikon o Sony, qualsiasi obiettivo abbinerete ad una mirrorless Fujifilm otterrete una focale equivalente del 50% più lunga rispetto a quella indicata nelle specifiche tecniche (un 20mm corrisponde ad un 30mm equivalente, un 100mm ad un 150mm equivalente e così via…).
Gli obiettivi prodotti da Fujifilm stessa sono commercializzati attraverso il marchio Fujinon e nel loro complesso prevedono una grande varietà di ottiche che vanno dagli ultra-grandangolari ai super-tele, con opzioni economiche ed altre rivolte ai professionisti.
A questi prodotti si aggiungono gli obiettivi proposti da produttori terzi, che arricchiscono la gamma con alternative contraddistinte spesso da un rapporto qualità-prezzo particolarmente allettante.
Fra queste aziende, citiamo l’onnipresente Sigma (con un’offerta in verità limitata rispetto a quelle prevista per altri attacchi), Samyang, Tokina, Tamron e Venus Laowa, oltre ad alcuni marchi minori.





