Luce Dura e Luce Morbida

In questa pagina ci occuperemo di una delle caratteristiche dell’illuminazione più importanti in fotografia, ossia la durezza della luce. Imparare a distinguere luce dura e luce morbida, comprendere quale tipo di illuminazione utilizzare e come ottenerlo sono passi fondamentali per migliorare le nostre fotografie.

Partiamo dalle basi e vediamo innanzitutto quali siano le differenze fra luce dura e luce morbida (detta anche luce diffusa) con gli esempi che seguono.

La Luce Dura

Parliamo innanzitutto della luce dura, tipica delle sorgenti luminose di piccole dimensioni. Questo tipo di illuminazione è caratterizzato dalla presenza di ombre molto scure e ben definite. La separazione fra l’area illuminata e quella in ombra è netta, senza alcuna zona di transizione.

Esempio di luce dura

La foto qui sopra è stata scattata con una luce molto dura. Notiamo come in generale ci sia un forte contrasto fra le zone rivolte verso la sorgente luminosa e quelle non illuminate. I contorni delle ombre sono perfettamente delineati, come risulta evidente in particolare sul piano d’appoggio.

In alcune zone, soprattutto fra le foglie, le ombre sono talmente scure da nascondere i dettagli del soggetto (perché sono semplicemente neri). Aggiungiamo che le ombre proiettate sul fiore posto in basso sono piuttosto fastidiose. I colori appaiono invece particolarmente saturi e brillanti.

La Luce Morbida (o Luce Diffusa)

In questa seconda foto, lo stesso soggetto è illuminato da una sorgente di grandi dimensioni, che produce quindi una luce morbida. Possiamo notare immediatamente come questo tipo di illuminazione sia più avvolgente e, almeno in questo caso, più piacevole.

esempio di luce morbida

Utilizzando la luce diffusa, abbiamo fatto sì che il contrasto generale sia decisamente contenuto. La differenza di luminosità fra la zona in ombra e quella rivolta verso la sorgente luminosa è molto meno marcata rispetto all’immagine precedente.

Le ombre, appena accennate, non presentano margini netti, bensì dei bordi sfumati. Nessuna parte della foto è eccessivamente chiara o troppo scura: tutti i dettagli del soggetto sono quindi perfettamente leggibili.

 

Luce Dura e Luce Morbida: le Dimensioni della Sorgente Luminosa

Come abbiamo già accennato, la durezza della luce dipende dalle dimensioni della sorgente luminosa che la emana.

Una sorgente luminosa puntiforme, o comunque di dimensioni molto piccole rispetto al soggetto, produrrà una luce dura. Al contrario, una sorgente luminosa ampia, di dimensioni grandi rispetto al soggetto, produrrà una luce morbida.

Quando parliamo di dimensioni della sorgente luminosa, ci si riferiamo alle sue dimensioni “apparenti” rispetto al soggetto e non a quelle effettive. Infatti, la più classica delle luci dure è quella emessa dal sole. Per quanto grande esso sia, trovandosi ad una distanza enorme, appare ai nostri occhi come un disco di dimensioni ridotte. Ciò che conta, a voler essere precisi, è l’angolo di campo dal quale i raggi luminosi colpiscono il soggetto.

Un’altra fonte di luce dura molto familiare ai fotografi è quella emessa dal flash della fotocamera, se indirizzato direttamente verso il soggetto.

Abbiamo detto che il Sole costituisce una fonte luminosa dura. Questo vale però solamente quando la sua luce colpisce direttamente il soggetto. La situazione cambia però in presenza di uno strato di nuvole o di foschia.

In questo caso, infatti, va identificata come sorgente luminosa non più il sole, ma proprio la barriera di nuvole che si frappone fra esso ed il soggetto. Lo strato di nuvole illumina la scena da un angolo molto più ampio, e ciò si traduce in una luce morbida.

Lo stesso si verifica quando la luce solare penetra in una stanza attraverso una finestra con delle tende leggere. In questo caso saranno le tende stesse a fungere da sorgente luminosa.

Nelle foto in studio, si utilizzano particolari accessori che consentono di ammorbidire la luce, come i softbox applicati ai flash, ed i diffusori.

 

Luce Dura e Luce Morbida: Quale Usare?

Ovviamente, più che identificare un tipo di illuminazione come quello da ricercare e l’altro come quello da evitare tassativamente, è opportuno capirne le caratteristiche, studiarne il comportamento e scegliere quale applicare in funzione del soggetto ripreso. In ogni caso, la luce morbida è in generale più ricercata di quella dura, un po’ in tutte le situazioni. Ciò è principalmente dovuto al fatto che un’illuminazione diffusa tende a sottolineare le forme del soggetto restituendone la profondità.

Dobbiamo anche precisare che è un po’ riduttivo parlare di luce dura e luce morbida in termini assoluti. Va piuttosto considerato il grado di durezza di una fonte luminosa, tenendo a mente che una luce eccessivamente morbida potrebbe finire per nascondere qualsiasi ombra e rendere la scena piatta.

Infine, non facciamo confusione fra la durezza della luce e la sua quantità. Una luce dura può benissimo essere debole (come la luce della luna) e non c’è nessun motivo per il quale una luce morbida non possa essere intensa!